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Trieste, la riflessione di una lettrice: "Essere astemi oggi sembra quasi una penalizzazione"

redazione·
Trieste, la riflessione di una lettrice: "Essere astemi oggi sembra quasi una penalizzazione"

Una riflessione sul rapporto tra locali, aperitivi e consumo di alcol. È quella che una lettrice di Trieste Cafe ha voluto condividere con la redazione dopo un episodio vissuto in un risto-bar della città, trasformandolo in un'occasione per parlare di un tema che, a suo avviso, riguarda molte persone: la scarsa considerazione riservata a chi sceglie di non bere alcolici.

La donna precisa di essere astemia da molti anni, una scelta nata dopo la nascita del figlio e mantenuta nel tempo. "Le ragioni per cui una persona non beve possono essere molteplici", scrive, sottolineando come spesso chi è astemio si senta quasi "penalizzato" quando frequenta locali o partecipa a un aperitivo.

L'episodio raccontato in un locale

La lettrice racconta che, tra due impegni, ha deciso di fermarsi in un risto-bar semplicemente per riposarsi e bere qualcosa.

In un primo momento avrebbe voluto ordinare un analcolico, ma ha poi optato per una bottiglia d'acqua, chiedendo con cortesia se fosse possibile avere anche un piccolo sacchetto di patatine.

Il personale, racconta, ha accolto la richiesta con un sorriso. Poco dopo sono arrivati una bottiglia d'acqua in vetro di grandi dimensioni e le patatine.

Solo al momento del conto, spiega, ha scoperto che anche lo snack era stato addebitato.

"Con gli aperitivi alcolici spesso gli stuzzichini sono inclusi"

La segnalazione non vuole contestare il prezzo in sé, quanto evidenziare una differenza di trattamento percepita rispetto a chi consuma bevande alcoliche.

Secondo la lettrice, infatti, in molti locali gli stuzzichini vengono abitualmente serviti insieme a spritz, vino o cocktail, mentre chi sceglie acqua, succhi o altre bevande analcoliche si trova spesso a doverli pagare separatamente oppure a non riceverli affatto.

Per la cittadina, anche una semplice acqua rappresenta il proprio "aperitivo" e meriterebbe la stessa attenzione riservata agli altri clienti.

Una riflessione sul consumo di alcol

Nel suo messaggio la donna allarga poi il ragionamento al consumo di alcol nella società.

Ricorda che in passato, a suo giudizio, il bere era generalmente più legato al momento del pasto e a un consumo moderato, mentre oggi percepisce una presenza molto più diffusa di bevande alcoliche nella vita sociale.

Infine condivide anche una dolorosa esperienza personale, raccontando di aver perso un caro amico a causa di problemi legati a depressione e alcol.

Per questo conclude con un invito rivolto a tutti: vivere con moderazione il consumo di bevande alcoliche e prestare attenzione ai possibili rischi, ricordando che dietro la scelta di non bere possono esserci motivazioni personali, familiari o di salute che meritano rispetto.

La testimonianza rappresenta il punto di vista della lettrice e apre una riflessione sul rapporto tra accoglienza nei locali, abitudini sociali e attenzione verso chi sceglie di non consumare alcolici.

foto pixabay

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