Camber disegna il successore di Dipiazza: «Un perfetto mixer tra imprenditore e politico» (VIDEO)

Un sindaco capace di amministrare, conoscere la politica, comprendere gli umori della città ma anche affrontare i problemi con la concretezza tipica di un imprenditore. È questo l’identikit che emerge dalla diretta dedicata al futuro politico di Trieste e alle comunali del 2027.
A confrontarsi sul tema sono stati l’analista politico Piero Camber e l’imprenditore Riki Ramazzina, durante la trasmissione condotta da Luca Marsi alla quale ha partecipato anche il sindaco Roberto Dipiazza.
Il punto di partenza è una domanda destinata a diventare sempre più importante nei prossimi mesi: quale profilo dovrà avere il successore di Dipiazza?
Ramazzina: «L’imprenditore è un uomo che risolve»
Per Riki Ramazzina, l’esperienza imprenditoriale può rappresentare una componente molto importante nella formazione di un buon amministratore.
«Credo che una parte della preparazione di una persona che deve fare il sindaco, non solo di Trieste, abbia dentro l’imprenditore, il commerciante, l’uomo che risolve», ha spiegato.
Il motivo, secondo Ramazzina, è legato alla quotidianità stessa di chi gestisce un’attività.
«Noi imprenditori, purtroppo anche nel nostro piccolo, dobbiamo risolvere da un momento all’altro mille problemi, mille realtà, affrontare due, tre cose nello stesso momento».
Una capacità di intervento rapido che, nella sua visione, potrebbe risultare particolarmente utile nell’amministrazione pubblica.
«Affrontare tutto di petto»
Ramazzina ha preso come riferimento proprio Roberto Dipiazza, descrivendo un modello di sindaco capace di muoversi su piani molto diversi.
«Abbiamo assistito con il nostro sindaco dal vigile urbano al conduttore di cantieri, al sindaco a rappresentarci in tutta Italia», ha osservato.
Il valore aggiunto starebbe quindi nella capacità di «affrontare il tutto proprio di petto».
Secondo l’imprenditore, anche di fronte alla complessità della macchina amministrativa e alla burocrazia, la mentalità di chi è abituato a trovare soluzioni può offrire un contributo importante.
Camber: «Un perfetto mixer è fattibile»
Piero Camber ha sviluppato ulteriormente il ragionamento.
Alla domanda se il prossimo sindaco debba essere un politico esperto, un amministratore, un imprenditore o una figura proveniente dalla società civile, Camber ha risposto: «C’è un perfetto mixer fattibile».
E ha aggiunto senza esitazioni: «Io sono favorevolissimo all’imprenditore».
La soluzione ideale, secondo Camber, non consiste però necessariamente in una sola figura capace di incarnare tutte queste caratteristiche.
Il modello potrebbe essere costruito attraverso una squadra nella quale competenze differenti riescano a completarsi.
Imprenditore e politico insieme
Camber immagina infatti un profilo imprenditoriale affiancato da «qualche politico capace, che sa capire l’umore della gente, l’umore della piazza, le richieste della piazza».
Una sintesi tra concretezza gestionale e sensibilità politica.
«Si può fare un bellissimo pot-pourri, un insieme di figure, perché da solo nessuno va da nessuna parte», ha spiegato.
«Ognuno porta un briciolo della propria esperienza e si fa un insieme di cose che portano a un profilo significativo e necessario».
Ma gli imprenditori vogliono davvero entrare in politica?
Proprio alla fine della trasmissione è emerso però il grande paradosso.
Ramazzina ha osservato come molti imprenditori di successo sembrino avere una certa riluttanza a entrare direttamente in politica e ha chiesto a Camber se questa impressione corrispondesse alla realtà.
La risposta dell’analista politico è stata molto chiara.
Camber ha preso come esempio Riccardo Illy, di cui era stato oppositore sia in Consiglio comunale sia in Regione, e ha posto una domanda: «Secondo te oggi tornerebbe in politica a fare il sindaco? Io credo di no».
Camber: «Oggi un imprenditore non ha nessuna voglia di avere a che fare con la politica»
Da qui una riflessione più generale.
«Io credo che oggi un imprenditore non abbia nessuna voglia di avere a che fare con il mondo della politica», ha dichiarato Camber.
Il problema starebbe soprattutto nei numerosi compromessi richiesti dall’attività politica.
«È un mondo che deve trovare troppi intrecci di situazioni, deve accontentare troppe teste», ha osservato.
Per Camber esiste una differenza fondamentale tra i due mondi: «Tu da imprenditore fai le cose perché servono o non servono, perché è giusto farle o non è giusto farle. In politica, purtroppo, troppi compromessi che non appartengono di solito a una cultura imprenditoriale».
Il grande rebus del 2027
Ed è proprio questo uno dei paradossi che accompagneranno la ricerca del candidato sindaco.
Da una parte, una parte del centrodestra considera importante individuare un profilo con concretezza, capacità decisionale e mentalità amministrativa.
Dall’altra, proprio gli imprenditori più strutturati potrebbero essere i meno disponibili a lasciare la propria attività per affrontare una campagna elettorale e, successivamente, la complessità dell’amministrazione pubblica.
Il dopo Dipiazza resta quindi ancora tutto da costruire.
Ma dalle parole di Camber e Ramazzina emerge un’indicazione precisa: il futuro sindaco, qualunque sia il suo nome, dovrà probabilmente saper unire capacità politica e concretezza operativa, costruendo attorno a sé una squadra in grado di compensare competenze e sensibilità differenti.
DI SEGUITO IL VIDEO
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