giovedì 30 luglio 2026
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Patrie, pubblicato il libro di Nichi Vendola: "Poesie scritte in 40 anni della mia vita"

Luca Marsi·
"“Patrie” è il titolo del mio libro, edito da Il Saggiatore, che raccoglie le poesie scritte in 40 anni della mia vita e da qualche giorno è in tutte le librerie.
 
Un libro di poesie è una creatura molto speciale, spesso introversa, timida, lunare, allergica alle descrizioni didascaliche e alle catalogazioni preventive, insofferente ai canoni del perbenismo.
 
La poesia non narra le cose ma le suda, le piange, le ingravida, le partorisce, le lancia come coltelli o come petali di rose in faccia al lettore.
 
Le mie non sono poesie di propaganda ma di dolore politico e di politico amore per una pluralità di patrie, territoriali e culturali e sociali, che ho attraversato, che mi hanno arricchito e talvolta spezzato il cuore.
 
In questi versi c’è tanta parte della mia vita, delle mie esperienze, delle mie lotte, delle mie speranze, delle mie delusioni.
 
Ci sono i luoghi della mia formazione, della mia educazione sentimentale alla vita e alla politica intesa come scoperta del mondo.
Ci sono le storie di una lunga e inesausta ribellione contro il pensiero dominante e la sua violenza.
 
Sono poesie che mi fanno tornare ai giorni e alle notti vissuti nel pericolo, nella Sarajevo assediata dai cecchini o in quella patria negletta chiamata Palestina, poesie che evocano i miei Sud struggenti e che mi aiutano a ritrovare le tracce del mio passato, poesie che mi proiettano nella felice vitalità di un figlio, che celebrano gli amori senza etichette, che mi liberano dalla paura delle parole intolleranti, che mi educano ad un patriottismo eccentrico, transnazionale, transgender.
 
La patria dei nazionalisti, dei suprematisti, dei sovranisti, dei fascisti, è una retorica criminale, usata come artiglieria pesante contro le diversità territoriali, etniche, religiose, sessuali.
 
È una patria marziale, muscolare, mascellare, maschile, fondata sul mito del nemico e dei nemici, separata nella sua presunta superiorità dal resto del mappamondo.
Una patria di simili che mettono al bando il dissimile, il differente, l’altro da sé.
 
Le mie patrie invece non hanno confini blindati, né muri di cinta con filo spinato. Ospitano razze spurie, amano mescolanze, obbediscono solo alla legge inviolabile del restare umani". Lo ha riferito Nichi Vendola.

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