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Cronaca

Sospensione a tempo indeterminato per "Beatrice la gallina felice": chiude l'azienda e centro estivo di Giulia Battellini

redazione·
Sospensione a tempo indeterminato per "Beatrice la gallina felice": chiude l'azienda e centro estivo di Giulia Battellini

Batosta durissima per l'azienda individuale "Beatrice la gallina felice" di Sales, nel comune di Sgonico. Con l'ordinanza n. 29/2026 firmata dal responsabile del servizio tecnico, arch. Monika Milic, il Comune ha disposto – per presunto abuso edilizio - la sospensione a tempo indeterminato di tutte le attività e dei lavori ordinando inoltre la demolizione di numerose strutture e la rimessa in pristino dei luoghi entro 45 giorni. Una decisione che ha gettato nello sconforto più totale la titolare, Giulia Battellini. Il provvedimento arriva al termine di un procedimento avviato a metà giugno: in seguito a lamentele non ufficiali dei residenti e a un sopralluogo effettuato dai tecnici comunali e dalle autorità di vigilanza. Nel mirino dell'amministrazione sono finiti diversi manufatti: dai chioschi con cucina alle recinzioni per animali, dai gazebi alle strutture di servizio collocate in un'area a preminente interesse agricolo (zona E5) e parzialmente vincolata dal punto di vista paesaggistico.

La reazione di Giulia Battellini riflette un profondo sconcerto e un forte esaurimento emotivo. Due legali sono al lavoro sulle carte già da dieci giorni, alle prese con l'ordinanza sindacale, le segnalazioni dei residenti e presunti errori visibili. Giulia lavora con dedizione e passione da ben cinque anni dedicandosi anima e corpo alle sue svariate attività. Nel tempo però è stata costretta a porgere numerose denunce, vi sono dei procedimenti giudiziari in corso e ha subito infamie, calunnie e atti vandalici di ogni genere. Ciononostante, ribadisce di amare profondamente quei luoghi e di cercare solo la pace e la serenità tipiche del senso di comunità, ricordando di essersi sempre prodigata per aiutare tutti e di vedere nel giardino di casa sua, con i recinti e gli animali, il proprio piccolo mondo da custodire.

La sospensione a tempo indeterminato non colpisce soltanto la gestione aziendale e gli animali, ma si abbatte pesantemente sul tessuto sociale del territorio. L'ordinanza e il blocco improvviso hanno costretto la struttura a interrompere bruscamente i servizi educativi e ricreativi programmati per la stagione estiva: 37 famiglie sono state costrette a restare a casa con i bambini iscritti al centro estivo, con conseguente restituzione delle quote versate.  13 dipendenti improvvisamente fermati, nonostante fossero in possesso di regolari titoli di educatore già verificati e richiesti dagli uffici comunali. Infine prenotazioni di feste e cerimonie cancellate d'autorità oltre ad un centinaio di animali da accudire quotidianamente, ora gestiti in un clima di profonda incertezza operativa.

La notifica dell'ordinanza è giunta proprio mentre la struttura era aperta e frequentata dal pubblico. Ripercorrendo i passaggi burocratici, evidenzia come dopo il sopralluogo effettuato a giugno a seguito di una PEC sui presunti abusi edilizi e la presentazione di tutti i faldoni di documentazione, le siano state richieste improvvisamente ulteriori carte, inclusi i titoli di studio del personale educativo che possedeva già i requisiti. Dal canto suo, l'amministrazione comunale di Sgonico, tramite l'arch. Monika Milic, ha agito contestando la violazione delle norme urbanistiche ed edilizie evidenziando come i manufatti installati (chioschi, cucine mobili, depositi, recinzioni e piscine amovibili) non rispetterebbero i canoni della temporaneità e ricadrebbero in zona agricola protetta E5, dove l'edificazione è rigorosamente vincolata all'attività principale degli imprenditori agricoli.  Tuttavia, l'ordinanza stessa lascia aperta una via amministrativa, richiamando la facoltà di presentare un'istanza di riduzione a conformità ai sensi dell'art. 51 della Legge Regionale 19/2009.  I legali di Giulia Battellini avranno ora a disposizione i termini di legge per valutare il ricorso al TAR del Friuli Venezia Giulia entro 60 giorni o, in alternativa, un ricorso straordinario al Capo dello Stato entro 120 giorni.

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