Trieste, «Ultima fermata Enrico, spegni il motore… accendi la pensione»: festa sul bus per l’autista

«Ultima fermata Enrico, spegni il motore… accendi la pensione». È con questo grande striscione, sorrisi, cori e una sorpresa organizzata da amici e parenti che oggi, domenica 13 settembre, Enrico ha effettuato la sua ultima corsa come autista di Trieste Trasporti prima di andare in pensione.
Una giornata di lavoro che si è trasformata in una piccola festa itinerante, rigorosamente in salsa triestina. Il teatro del saluto è stato proprio uno dei mezzi che Enrico ha guidato fino all'ultimo giorno, lungo la linea 12.
Una ventina di amici e parenti per l’ultima corsa
A rendere speciale l’ultimo servizio ci hanno pensato circa venti tra amici e familiari, che hanno deciso di accompagnare Enrico durante i suoi ultimi giri.
Niente saluto formale o cerimonia ingessata. Il gruppo ha scelto la strada della goliardia e dell'affetto, salendo sul bus con cartelli preparati appositamente per l'occasione e coinvolgendo inevitabilmente anche gli altri passeggeri.
Nelle immagini della giornata si vede il gruppo riunito per festeggiare l’autista, con uno dei cartelli che recita: «Scusi, quando parte?». Una domanda che, proprio nel giorno dell’ultima corsa, assume un significato decisamente particolare.
«Ultima fermata Enrico, spegni il motore… accendi la pensione»
A conquistare la scena è soprattutto il grande striscione dedicato al neo pensionato: «Ultima fermata Enrico, spegni il motore… accendi la pensione».
Una frase che riassume perfettamente lo spirito scelto dagli amici per accompagnarlo nel passaggio dalla vita lavorativa alla pensione.
Per una volta, insomma, l'ultima fermata non indicava soltanto la conclusione di un percorso sulla linea, ma la fine di un intero capitolo professionale.
Sul bus tutti insieme cantando “El tram de Opcina”
E poteva forse mancare uno dei brani più intimamente legati all'immaginario popolare triestino?
Durante gli ultimi giri, amici e parenti hanno intonato “El tram de Opcina”, rallegrando anche gli altri passeggeri presenti sul mezzo.
Un momento spontaneo che ha trasformato una normale corsa domenicale in qualcosa di decisamente diverso. Chi è salito sul bus per raggiungere la propria destinazione si è ritrovato, quasi senza preavviso, nel mezzo della festa per Enrico.
Un saluto tutto triestino
Striscioni, battute, fotografie, amici, familiari e una canzone conosciuta da generazioni di triestini: difficile immaginare un ultimo giorno di lavoro più legato allo spirito della città.
Dietro la parte goliardica della giornata c'è però soprattutto l'affetto di chi ha voluto esserci in un momento importante della vita di Enrico.
Dopo tante partenze, fermate e corse, questa volta la destinazione era già scritta sullo striscione.
Il motore si spegne. La pensione, invece, si accende.
E per Enrico comincia un viaggio completamente nuovo.
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