Trieste, tram di Opicina sempre più bike friendly: la riduzione dei posti apre spazio alle bici (VIDEO)
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La riduzione della capienza del tram di Opicina, imposta nell’ambito delle prescrizioni regionali, ha prodotto anche un effetto collaterale positivo: una maggiore possibilità di ospitare biciclette all’interno delle vetture.
Lo ha spiegato il presidente di Trieste Trasporti Maurizio Marzi nel corso dell’intervista dal Pedocin condotta da Elisabetta Batic.
Le richieste dei ciclisti
Il tema delle biciclette era già arrivato più volte all’attenzione dell’azienda.
Durante l’intervista è stato ricordato come in passato le bici venissero collocate nella parte anteriore del mezzo, mentre oggi possono trovare spazio all’interno.
Marzi ha spiegato che Trieste Trasporti aveva ricevuto «molte richieste» in questo senso.
La parte anteriore liberata per le bici
Con il nuovo limite di passeggeri, l’azienda ha quindi deciso di sfruttare diversamente gli spazi disponibili.
L’idea è stata quella di liberare la parte anteriore per rendere più agevole il trasporto delle biciclette, cercando così di trasformare almeno in parte la riduzione della capacità in un vantaggio per alcune categorie di utenti.
Da un vincolo a una nuova possibilità
La prescrizione regionale non era stata richiesta da Trieste Trasporti.
Il limite a circa cinquanta passeggeri nasce infatti da valutazioni legate alla sicurezza e al peso delle vetture.
L’azienda, dovendo comunque rispettarlo, ha cercato di riorganizzare gli spazi nel modo più utile possibile.
Marzi ha parlato esplicitamente della volontà di «rendere utile questo svantaggio».
Bici e trasporto pubblico sempre più integrati
La possibilità di utilizzare il tram con la bicicletta assume particolare interesse proprio lungo un collegamento che mette in relazione il centro con l’altopiano carsico.
Per chi alterna trasporto pubblico e bicicletta, una maggiore disponibilità di spazio può rendere il tram ancora più interessante.
Nell’intervista non sono state annunciate ulteriori modifiche operative, ma il segnale indicato dal presidente va nella direzione di una maggiore compatibilità tra diversi sistemi di mobilità.
Il limite resta rigoroso
La maggiore apertura alle biciclette non modifica tuttavia il limite complessivo di capienza.
Marzi ha ribadito che Trieste Trasporti deve rispettare con «massimo rigore» le prescrizioni imposte per motivi di sicurezza.
All’interno di quel vincolo, però, l’azienda prova a ricavare nuove possibilità di utilizzo del mezzo.
DI SEGUITO IL VIDEO
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