mercoledì 26 agosto 2026
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Segnalazioni

Scoperta a Chernobyl un fungo che protegge dalle radiazioni di Marte

Luca Marsi·
Una delle principali sfide delle missioni spaziali di lunga durata è capire come proteggere gli astronauti dalle radiazioni emesse dal Sole e dai raggi cosmici. Un importante passo in avanti sembra arrivare da un recente indagine di un gruppo di ricerca che ha scoperto un fungo (Cladosporium sphaerospermum), isolato per la prima volta nel 1991 in uno dei reattori di Chernobyl distrutti nella catastrofe nucleare del 1986, in grado di proteggere dalle radiazioni e che potrebbe consentire all’uomo di sopravvivere su Marte, finora inaccessibile proprio a causa dell’elevato livello di radiazioni. Il test, condotto sulla Stazione Spaziale Internazionale da tre scienziati, Xavier Gomez e Graham Shunk dell’Università di Durham, e Nils Averesh dell’Università di Stanford, è stato pubblicato su New Scientist e ha indicato che uno strato di circa 21 centimetri del fungo è in grado di convertire i raggi cosmici in energia chimica per la sua crescita, assorbendo l’equivalente dose annua dell’ambiente di radiazione sulla superficie di Marte. I ricercatori hanno anche ipotizzato che questo fungo possa essere usato all’interno tessuti utilizzati per le tute spaziali ma l’aspetto principale del lavoro si è concentrato sul fatto che scudi rivestiti con questo fungo, oltre a dimostrarsi efficaci, sarebbero in grado di autoripararsi perché eventuali parti danneggiate ricrescerebbero spontaneamente. “Ciò che rende idoneo questo fungo è la sua capacità di crescita – ha dichiarato Nils Averesch – Da pochi grammi si potrebbero costruire nuovi scudi o ampliare quelli già esistenti. Si replica da un solo organismo genitore e si autoripara quindi, ad esempio, anche se fosse danneggiato da radiazioni solari molto forti, sarebbe in grado di ricrescere e ripristinare la protezione in pochi giorni”.

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