Andrea Binetti contro la dipendenza dallo smartphone: “A teatro si viene per stare assieme” (VIDEO)

Il teatro non serve soltanto a vedere uno spettacolo. Serve anche a incontrarsi, parlare e recuperare quella dimensione di socialità che gli smartphone rischiano sempre più spesso di comprimere. È il messaggio lanciato dal tenore Andrea Binetti durante la diretta di Trieste Cafe alla Sagra de la Sardela.
“Non esistono distanze con il pubblico”
Alla domanda se portare la musica fuori dal teatro possa aiutare ad abbattere le distanze con il pubblico, Binetti ha contestato direttamente il presupposto.
«Non ci sono distanze con il pubblico».
E ancora: «Le distanze con il pubblico sono una cosa che avete nella testa. Non esistono le distanze».
Per il tenore arte e musica hanno già una funzione universale: mettere insieme le persone.
Il teatro come luogo sociale
Binetti ha quindi proposto una lettura del teatro che va ben oltre lo spettacolo rappresentato sul palco.
«Venite a teatro non perché dovete vedere lo spettacolo. Certo che dovete vedere lo spettacolo, ma si va a teatro per socializzare, per parlarsi, per ascoltare della musica».
La sala teatrale diventa dunque uno dei pochi luoghi nei quali il pubblico può ancora vivere una lunga esperienza condivisa senza essere necessariamente mediato da uno schermo.
“Spegnete i cellulari almeno un’ora”
Da qui l’affondo sul rapporto con lo smartphone.
«Spegnere i cellulari almeno un’ora al giorno, che non se ne può più», ha detto Binetti.
Il tenore ha raccontato una scena ormai abituale per chi lavora sul palco: appena termina uno spettacolo, ancora prima che la serata sia realmente conclusa, la platea si illumina per gli schermi accesi.
«Non si chiude neanche il sipario, tu vedi il teatro che si illumina a giorno».
Un’immagine utilizzata per sottolineare quanto sia diventato difficile restare disconnessi anche per un breve periodo.
“Torniamo a parlare”
L’appello di Binetti è stato diretto.
«Parliamo, no? Torniamo a parlare».
Per il tenore la dimensione del teatro comprende anche tutto ciò che accade prima e dopo lo spettacolo: commentarlo, confrontarsi, discutere e magari anche criticarlo.
«A teatro si viene per ascoltare la musica, per vedere danzare, per vedere quello che volete. Ma si viene per stare assieme».
Anche un giudizio negativo fa parte dell’esperienza
Binetti ha sottolineato come persino un commento negativo possa essere parte della funzione sociale del teatro.
Ciò che conta è che l’esperienza produca una conversazione.
Il pubblico non dovrebbe limitarsi a consumare passivamente ciò che avviene sul palco, ma trasformarlo in una possibilità di confronto.
Una riflessione che, nell’epoca dello streaming individuale e dei contenuti consumati rapidamente sul telefono, restituisce al teatro una funzione molto più ampia: quella di luogo fisico nel quale la comunità torna a incontrarsi realmente.DI SEGUITO IL VIDEO
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