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Politica

Cabinovia, PD attacca: “un accanimento politico che spreca risorse pubbliche”

Luca Marsi·
Cabinovia, PD attacca: “un accanimento politico che spreca risorse pubbliche”

La Giunta comunale di Trieste sceglie di proseguire con il ricorso al Consiglio di Stato sulla vicenda della cabinovia e la decisione riaccende immediatamente lo scontro politico. A intervenire con toni durissimi è il Partito Democratico: secondo la segreteria cittadina, la linea dell’amministrazione Dipiazza avrebbe ormai oltrepassato il confine della semplice ostinazione amministrativa per trasformarsi in una scelta politica consapevole, rivolta contro la città.

“La decisione della Giunta comunale di Trieste di proseguire con il ricorso al Consiglio di Stato sulla cabinovia conferma un dato ormai evidente: l’amministrazione Dipiazza ha scelto di andare avanti contro la città, contro i cittadini e contro ogni principio di buon senso amministrativo”, dichiara Maria Luisa Paglia, segretaria del PD triestino. Un giudizio netto, che si chiude con un’accusa pesante: “Non si tratta più di un errore o di una valutazione discutibile, ma di un vero e proprio accanimento politico”.

Dopo le sentenze del TAR, la scelta di insistere

Nel mirino del PD c’è soprattutto il contesto in cui arriva l’ennesimo passaggio legale: dopo le sentenze del TAR, dopo anni di contestazioni e dopo una contrarietà che viene definita “diffusa e documentata”, la Giunta deciderebbe comunque di tirare dritto.

Secondo Paglia, l’amministrazione starebbe ignorando ancora una volta Trieste, scegliendo di impiegare risorse pubbliche per mantenere in vita un progetto indicato come “bocciato sul piano amministrativo” e “privo delle autorizzazioni necessarie”. Una linea politica che, per il PD, finisce per alimentare uno strappo sempre più evidente tra istituzioni e cittadinanza.

“Altri ricorsi, altre spese”: la critica sulle risorse pubbliche

Sulla questione economica insiste anche Sergio Persoglia, coordinatore del Forum Ambiente e Scienza del PD, che mette in fila i numeri della vicenda così come vengono riportati dal partito.

“È incomprensibile e inaccettabile che si continui a chiedere ai cittadini di pagare il prezzo di questa ostinazione”, afferma. Nel suo intervento viene ricordato che la città avrebbe già perso 48 milioni di euro di fondi PNRR, mentre sarebbero stati spesi ben oltre un milione di euro in progettazioni e consulenze definite inutili.

E ora, secondo Persoglia, la scelta del ricorso non farebbe che prolungare lo schema: “altri ricorsi, altre spese, altro tempo perso”. Con un’accusa che punta dritto al cuore politico della vicenda: mentre si investono energie su un progetto contestato, mancherebbero “risposte concrete sui veri bisogni di Trieste”.

Le voci ignorate e lo strappo con la città

Nel comunicato, il PD descrive una Giunta che avrebbe “smarrito ogni contatto con la realtà cittadina”. Vengono citate le voci dei comitati, delle associazioni, di centinaia di cittadini e cittadine, che a giudizio dei dem sarebbero state sistematicamente ignorate.

Il quadro delineato è quello di una gestione che “aggira le sentenze”, evita il confronto e riduce il dissenso a un fastidio. Una narrazione che alza la temperatura politica e che porta a una conclusione netta: questa vicenda segnerebbe “uno strappo profondo tra chi governa e la città reale”.

“Un simbolo politico”: la cabinovia come bandiera di governo

Per la segretaria Paglia, il caso cabinovia non sarebbe più soltanto un progetto controverso, ma una sorta di marchio identitario dell’amministrazione.

“La cabinovia non è più solo un progetto sbagliato”, conclude, “è diventata il simbolo di una Giunta che ha deciso di voltare le spalle alla propria città”.

Parole che fotografano un conflitto ormai diventato anche scontro di visione: da una parte la scelta della Giunta di continuare sul fronte del Consiglio di Stato, dall’altra una parte politica che parla apertamente di ostinazione, sprechi e perdita di fiducia. E mentre la vicenda prosegue nelle aule, a Trieste la tensione resta altissima.

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