Il No Borders Music Festival al via con Tom Smith ed Elvis Costello

Si è aperta oggi la trentunesima edizione del No Borders Music Festival ai Laghi di Fusine, il luogo in cui la musica smette di essere semplice esecuzione e diventa attraversamento: dei paesaggi, del silenzio, dello spazio stesso che la accoglie. La prima giornata ha preso forma come un doppio movimento, quasi un respiro alternato tra sottrazione e densità, tra intimità e apertura. Alle ore 12:00, Tom Smith ha inaugurato il festival con un concerto costruito sull’essenziale. La sua voce, accompagnata dalla sola chitarra, ha scelto la via della rarefazione: i brani degli Editors si sono progressivamente spogliati fino a diventare materia fragile, esposta. In questo spazio, anche il silenzio ha assunto una funzione musicale, diventando parte della scrittura stessa del concerto. Il concerto ha incluso, tra gli altri, brani come Sugar, All The Kings, Blood, Deep Dive, Papillon, in un ascolto raccolto, quasi trattenuto, come se il paesaggio imponesse naturalmente un altro ritmo. Un live che ha scelto consapevolmente la via della sottrazione, restituendo la possibilità di ascoltare le canzoni come forme aperte, ancora in movimento, più vicine alla voce che le genera che alla loro versione definitiva.
Alle 14:00, il palco ha cambiato registro con Elvis Costello & The Imposters con Charlie Sexton portando sul palco un concerto che ha attraversato decenni di scrittura musicale, restituendola in una forma rinnovata. Accompagnato dalla sua band e dalla chitarra di Charlie Sexton, Costello ha costruito un percorso che ha intrecciato energia e rilettura, memoria e presente. L’avvio del set ha richiamato le origini più incandescenti del suo repertorio, con brani come Losing You e Surrender, eseguiti con una forza ancora pulsante, sospesa tra l’urgenza del punk e la radice soul che attraversa la sua scrittura. Nel corso del concerto, la dimensione più elettrica ha lasciato progressivamente spazio a una fase più raccolta e acustica, in cui il repertorio ha assunto una forma diversa: più rarefatta, più narrativa, talvolta spogliata fino all’essenziale. Brani come Almost Blue e Good Year for the Roses hanno aperto una parentesi sospesa, attraversata da atmosfere country e americane, mentre la scrittura di Costello si è rivelata nella sua componente più intima e riflessiva. Nella parte finale, il concerto è tornato a una dimensione più piena e stratificata, riaffermando la forza del repertorio storico con brani come Less Than Zero, Oliver’s Army, Alison e Pump It Up, fino alla chiusura affidata a (What’s So Funny ’Bout) Peace, Love & Understanding.
Due concerti, due direzioni opposte ma complementari. Da una parte la sottrazione che avvicina, dall’altra la densità che racconta. Il No Borders Music Festival 2026 prosegue domani, domenica 12 luglio, alle ore 14:00 con il concerto di LP ai Laghi di Fusine.
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