mercoledì 26 agosto 2026
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Cronaca

Toccante e tenero sit-in in piazza Libertà: i bambini colorano barchette con i colori della Palestina (FOTO)

Martina Lucia Marsi·
Toccante e tenero sit-in in piazza Libertà: i bambini colorano barchette con i colori della Palestina (FOTO)

Davanti alla stazione di Trieste, al termine del corteo a sostegno della Palestina e della Global Sumud Flotilla, si è vissuta una scena che ha trafitto i cuori dei presenti più di ogni slogan e più di ogni bandiera al vento.

Seduti sull’asfalto, con i pennarelli stretti nelle mani ancora piccole, alcuni bambini hanno colorato barchette di carta con i colori della Palestina. Un gesto semplice, quasi ingenuo, eppure dal potere sconvolgente: quelle barchette, che in un mondo normale dovrebbero solcare solo i ruscelli e le fontane nei giochi infantili, qui diventavano simbolo di attesa, di aiuti, di un futuro sospeso.

Accanto a loro i genitori li guidavano, li incoraggiavano, li proteggevano. Ma gli occhi di chi guardava non potevano non cogliere il paradosso: “I bambini con le barchette di carta dovrebbero solo giocarvici, non aspettare aiuti.” Una frase che, come un pugno nello stomaco, racchiude l’ingiustizia di intere generazioni che crescono sotto il peso di conflitti e privazioni.

Secondo la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 1989, ogni bambino ha il diritto di vivere lontano da violenze e sfruttamenti, di non essere separato dalla propria famiglia e di avere garantita la protezione che spetta a ogni essere umano in crescita. Vederli lì, piccoli ambasciatori inconsapevoli di un dolore collettivo, trasformava quella norma internazionale in un grido che non può restare inascoltato.

Le immagini scattate durante il sit-in raccontano più di mille parole: non solo una protesta politica, ma il riflesso di un’umanità che si aggrappa alla purezza dell’infanzia per chiedere pace. In quelle mani che stringevano pennarelli verdi e rossi non c’era solo un gioco, ma l’eco di un mondo che invoca giustizia, mentre la speranza prende la fragile forma di una barchetta di carta.

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