"Un’auto vecchia non è un’auto storica!"
La normativa vigente prevede che un veicolo è di interesse storico e collezionistico se ha più di 20 anni di anzianità e se è iscritto in uno dei Registri storici individuati dall’art. 60 del Codice della Strada (ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI).
Per il Club ACI Storico tali requisiti sono insufficienti per distinguere un’auto storica da un’auto soltanto vecchia. Un’auto è storica se oltre al presupposto dell’anzianità, il suo modello è annoverato nella Lista di Salvaguardia, se ha preservato e mantenuto il suo stato originario, non ha subito modifiche sostanziali nelle caratteristiche tecniche delle componenti principali e non è utilizzata per un uso comune dovuto alle normali esigenze della mobilità quotidiana. Troppo spesso, tali requisiti non vengono valorizzati, anche a causa di una normativa non più adeguata che rischia di offrire una tutela indiscriminata a tutte le auto, sulla base di criteri non ufficiali ed omogenei, basandosi quasi esclusivamente sul presupposto dell’anzianità e della cosiddetta originalità con la conseguenza che anche le auto vecchie, che non presentano nessun valore storico e che sono nel contempo insicure e molto inquinanti, sono destinatarie di benefici.
Un’auto storica è un pezzo della nostra cultura. Le auto che hanno partecipato al Concorso di Eleganza Città di Trieste e alla Mitteleuropean Race a maggio, quelle che vediamo sfilare a Cortina nella Coppa d’Oro delle Dolomiti, quelle che ripercorreranno ad ottobre il tracciato ideato da Vincenzo Florio in Sicilia agli arbori del secolo scorso durante la Targa Florio, le vetture che corrono (si fa per dire, forse è più corretto sfilano) alla Mille Miglia, fanno parte della storia e sono cimeli di valore anche affettivo, oltre che materiale, immenso. Non possiamo, e non vogliamo, dare la stessa dignità ad un auto di 30 anni usata ogni giorno anche per andare a fare la spesa: quella è un’auto VECCHIA. Inquinante e, non dimentichiamolo mai, poco sicura sulla strada. I nonni che possiedono una di queste vetture non le diano ai nipoti. Sono auto che in caso d’urto con le auto di nuova generazione, si distruggono e non offrono alcuna garanzia ai passeggeri.
Ecco perché il 5 giugno 2013 è stato costituito il Club ACI Storico con lo scopo di creare nell’ambito della Famiglia ACI, seppure attraverso un’Associazione autonoma ma strettamente collegata all’Ente, un nuovo punto di riferimento per appassionati e collezionisti di auto storiche che intendono sottrarsi all’attuale situazione di monopolio del settore ed allo “sfruttamento commerciale” di questa passione.
Il Club ACI Storico vuole essere una casa comune in cui i Soci - persone che condividono l’amore per l’auto d’epoca come valore d’arte, tecnologia, design, ingegno e creatività di cui in Italia sono state scritte pagine epiche ed indimenticabili – possano condividere passioni, iniziative e, se necessario, battaglie per la difesa degli interessi dei veri appassionati e per la salvaguardia della storia dell’auto.
L’ACI, coerentemente con la propria missione statutaria ed istituzionale, ha intrapreso con decisione la strada dell’impegno a favore della salvaguardia del patrimonio storico automobilistico e dei veri collezionisti di auto d’epoca.
Maggiori info su www.clubacistorico.it
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