Salute. Di Bert (Fp): "Valutare risonanza magnetica ortostatica nel Ssr"

"Portare anche nel Servizio sanitario regionale la risonanza magnetica ad alto campo con il paziente in posizione ortostatica, ovvero in piedi o seduto, con l'obiettivo di rendere questo importante esame diagnostico più accessibile anche a chi, per condizioni fisiche o situazioni di particolare disagio, incontra oggi maggiori difficoltà a sottoporsi agli esami con le apparecchiature tradizionali. È questo l'obiettivo dell'ordine del giorno che ho presentato, poi accolto dalla Giunta regionale, per avviare, attraverso la Direzione centrale Salute e Arcs, un'analisi tecnico-economica finalizzata a valutare l'introduzione nelle strutture pubbliche del Friuli Venezia Giulia, di questa innovativa tecnologia già presente in altre realtà". Lo rende noto il capogruppo di Fedriga presidente in Consiglio regionale, Mauro Di Bert, che ha presentato l'ordine del giorno in tal senso in occasione dell'esame dell'Assestamento di bilancio 2026-28. "La diagnostica per immagini rappresenta uno degli strumenti più importanti per garantire diagnosi tempestive e cure appropriate - spiega Di Bert -, tuttavia una quota significativa di pazienti manifesta difficoltà o impossibilità a sottoporsi alla risonanza magnetica tradizionale a causa di condizioni quali claustrofobia, obesità, disabilità, limitazioni motorie o particolari condizioni psicologiche".
"Non si tratta di casi isolati, ma di una realtà che interessa una quota significativa della popolazione. Secondo l'ultimo rapporto del sistema di sorveglianza Passi dell'Istituto superiore di sanità, l'11,3% della popolazione adulta del Friuli Venezia Giulia è obesa. A questo dato - rileva ancora il consigliere - si aggiunga un'altra realtà, spesso meno evidente: le principali indagini nazionali ed europee sugli stili di vita indicano che circa il 15-20% della popolazione, pur senza una diagnosi clinica di fobia, manifesta un disagio, o un timore significativo, nei confronti degli spazi chiusi, condizione che rende difficile, se non impossibile, affrontare un esame all'interno del tradizionale tunnel della risonanza magnetica". "Quando un paziente rinuncia o rinvia un esame per paura o per condizioni fisiche - osserva l'esponente di Centrodestra - il problema non è soltanto il disagio individuale, ma il rischio concreto di ritardare una diagnosi e, di conseguenza, l'avvio di un percorso terapeutico. Le apparecchiature di ultima generazione consentono di eseguire l'esame con il paziente in posizione eretta o seduta, mantenendo elevati standard diagnostici e offrendo al tempo stesso un maggiore comfort".
"Con il nostro ordine del giorno - conclude Di Bert - chiediamo alla Giunta di avviare una valutazione tecnico/economica e, nel caso gli esiti siano positivi, di dotare il sistema sanitario regionale di questa tecnologia, per offrire una risposta concreta alle esigenze di molti cittadini, che oggi incontrano difficoltà nell'eseguire un esame diagnostico fondamentale".
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