Mini Mu a rischio chiusura: lanciata la petizione per salvare il Museo dei Bambini di Trieste

"È stata lanciata in data odierna una petizione rivolta alla Regione Friuli Venezia Giulia per salvare il Mini Mu - Museo dei Bambini di Trieste, realtà educativa e culturale attiva dal 2008 nel parco di San Giovanni. La petizione nasce dopo la decisione da parte dell'Ente regionale Patrimonio Culturale (Erpac) di procedere allo sgombero degli spazi attualmente occupati dal museo all'interno del parco dell'ex ospedale psichiatrico, una prospettiva che rischia di interrompere un'esperienza educativa che da quasi vent'anni coinvolge scuole, famiglie e bambine e bambini della città". Lo fa sapere in una nota la consigliera regionale del Patto per l'Autonomia-Civica Fvg, Giulia Massolino, che aveva già presentato un'interrogazione in merito due anni fa, e che ha sostenuto l'iniziativa promossa dall'associazione Gruppo Immagine che gestisce il museo.
"Il Mini Mu è una realtà preziosa per Trieste - dichiara Massolino -, un luogo di creatività, educazione e sperimentazione ispirato alla figura di Bruno Munari, che negli anni ha costruito un rapporto solido con il territorio e con il mondo della scuola. Per questo riteniamo che le istituzioni debbano fare tutto il possibile per evitare che questa esperienza venga dispersa". "Attraverso la petizione si chiedono due impegni concreti alla Regione - spiega la consigliera -: in primo luogo, la concessione di più tempo per liberare i locali, prorogando la permanenza dell'associazione almeno fino alla fine di giugno, così da permettere la conclusione dei progetti educativi già programmati con le scuole e la chiusura ordinata delle attività in corso. In secondo luogo, si chiede di attivare un confronto con il Comune di Trieste per individuare uno spazio alternativo adeguato, che consenta al Mini Mu di proseguire la propria attività senza disperdere il patrimonio educativo costruito in quasi vent'anni di lavoro".
"Il Gruppo Immagine aps-ets, promotore della petizione - continua l'esponente autonomista -, richiama inoltre l'attenzione sul fatto che, in situazioni come questa, la normativa nazionale sul Terzo settore, in particolare l'articolo 55, prevede che le pubbliche amministrazioni attivino percorsi di dialogo, co-programmazione e co-progettazione con i soggetti del territorio".
"Un confronto strutturato con l'associazione che gestisce il museo e con la comunità che lo sostiene - sottolinea Massolino - sarebbe stato non solo opportuno, ma coerente con lo spirito della normativa che promuove la collaborazione tra istituzioni e realtà sociali. Parliamo di un'esperienza che ha coinvolto migliaia di bambine e bambini e che rappresenta un presidio culturale importante per la città: crediamo che sia possibile trovare una soluzione ragionevole che permetta al Mini Mu di continuare a esistere". "La petizione - conclude la nota - è aperta alla firma di cittadine e cittadini che vogliono sostenere la richiesta di una soluzione che permetta di salvaguardare questa importante realtà educativa".
ACON/COM/sm
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