Trieste protagonista della nuova rotta del caffè: Kenya, Tanzania ed Etiopia guardano all’Italia

Il Meeting di Rimini ha ospitato il 25 agosto 2026 un panel dedicato al Caffè africano, "Chicchi di Caffè in Africa. Coltivare il talento delle nuove generazioni", organizzato in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) e UNIDO. All'incontro hanno partecipato, tra gli altri, il vice ministro degli Esteri Edmondo Cirielli, il direttore generale dell'Ethiopian Coffee and Tea Authority Adugna Debela, il direttore generale del Tanzania Coffee Board Primus Kimaryo, un consulente della Presidential Economic Transformation Secretariat del Kenya e rappresentanti di Caffè Borbone e UNIDO. Secondo i dati emersi, circa mezzo milione di persone lavorano nella filiera del Caffè in Tanzania, il cui export è diretto per il 40% verso l'Europa. Al Meeting, il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin ha sottolineato i progressi raggiunti nella diversificazione degli approvvigionamenti energetici e commerciali con l'Africa. Il panel si inserisce nel programma ACT (Advancing Climate-Resilience and Transformation in African Coffee), l'iniziativa già lanciata da UNIDO nell'ambito del Piano Mattei per rafforzare la resilienza climatica e la valorizzazione locale delle filiere del Caffè in Africa orientale, con un possibile ruolo per soluzioni assicurative parametriche già segnalato in precedenti sviluppi del programma.
La partecipazione diretta dei vertici delle autorità del Caffè di Etiopia e Tanzania, insieme a un rappresentante del governo keniota, conferma l'interesse istituzionale africano a rafforzare i legami commerciali con l'Italia proprio nella fase di forte volatilità dei prezzi internazionali osservata nel corso dell'estate 2026, con l'Arabica tornata a salire del 30% in un mese dopo la correzione di luglio. Il MAECI ha portato al Meeting anche una serra dimostrativa con piante di Caffè e cacao, all'interno della mostra "Seminare il futuro", un'iniziativa che punta a raccontare al pubblico italiano le filiere, le comunità e il contesto africano dietro questi due prodotti, in un padiglione dedicato alla cooperazione con il continente.Il rafforzamento dei legami commerciali diretti tra Italia e produttori africani di Caffè, già osservato nella prima spedizione diretta di Caffè verde keniano verso il porto di Trieste avviata a metà luglio 2026, potrebbe replicarsi anche per Tanzania ed Etiopia, riducendo l'intermediazione dei mercati finanziari internazionali di Londra e New York nella determinazione dei prezzi pagati ai produttori. Il coinvolgimento di torrefattori italiani come Caffè Borbone nel dialogo istituzionale conferma un interesse industriale concreto, oltre che diplomatico, verso un rafforzamento delle relazioni dirette con i paesi produttori, in un momento in cui la sicurezza degli approvvigionamenti resta una priorità dichiarata anche dal governo italiano. Per gli operatori assicurativi e riassicurativi attivi su trade credit e business interruption nella filiera del Caffè africano, il rafforzamento dei canali diplomatici e commerciali diretti con l'Italia rappresenta un contesto favorevole per lo sviluppo di partnership assicurative dedicate, in un settore dove Generali è già attiva attraverso il programma ACT insieme a UNIDO. (FPS) Red
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