Giustizia. Capozzi (M5s): "La riforma può indebolire l'equilibrio democratico"

“Una giustizia efficiente e indipendente non costituisce un interesse di parte. Piuttosto, deve essere considerata una garanzia per tutti i cittadini e per la qualità della nostra democrazia”. Un concetto immediato e piuttosto semplice che la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle), attraverso una nota stampa, desidera utilizzare per esprimere il suo pensiero sul tema della riforma della giustizia a meno di due settimane dall’appuntamento con le urne del referendum tematico. “Il rischio più grave - aggiunge l’esponente pentastellata – è quello di produrre un indebolimento dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, insieme a una crescente politicizzazione dell’azione giudiziaria. In un simile scenario, il sistema rischia così di diventare meno equilibrato e maggiormente esposto alle dinamiche della contesa politica, con la possibilità che l’attenzione dell’azione giudiziaria finisca per concentrarsi in modo selettivo su reati più consoni alla sensibilità della maggioranza di governo del momento”. Sulla base di queste premesse, la consigliera Capozzi ha deciso di organizzare e promuovere nella giornata di venerdì 13 marzo un incontro pubblico dedicato alla riforma della giustizia e alle sue possibili conseguenze sull’equilibrio istituzionale del Paese. Un appuntamento che porterà a Udine alcune figure specializzate di spessore con l’obiettivo “di aprire un momento di confronto e approfondimento su un provvedimento che, per impostazione e contesto politico, suscita oggi più che mai forti preoccupazioni”.
Location, orario e protagonisti dell’incontro, aperto agli organi di informazione e a tutti i cittadini, saranno comunicati ufficialmente nel corso delle prossime giornate. Tuttavia, fin da ora, la rappresentante del M5S anticipa che tale occasione “offrirà una preziosa opportunità per spiegare, con l’ausilio di solide argomentazioni giuridiche e istituzionali, le ragioni della contrarietà alla riforma e per ribadire al tempo stesso alcuni principi fondamentali”. “Questa riforma arriva infatti nel corso di una fase storica segnata da un evidente e crescente conflitto tra potere politico e magistratura. Un clima dagli equilibri molto precari – precisa Capozzi – che si è manifestato con particolare forza soprattutto negli ultimi anni intorno a temi delicati, come le politiche migratorie e le decisioni giudiziarie legate a grandi opere infrastrutturali. In questo quadro, l’intervento legislativo appare sempre più come una risposta politica nei confronti della magistratura, piuttosto che come un tentativo serio di migliorare il funzionamento della giustizia”.
“I cittadini - sottolinea la rappresentante del M5S – ben difficilmente trarranno benefici concreti da questa riforma, mentre rimarranno sostanzialmente irrisolti anche i problemi che affliggono ormai quotidianamente il sistema giudiziario italiano: processi troppo lunghi, carenza di personale amministrativo e uffici giudiziari spesso sotto organico”. “Senza investimenti strutturali e senza una reale riorganizzazione del sistema, la promessa di una giustizia più efficiente – conclude con preoccupazione Capozzi – rischia di rimanere solo uno slogan vuoto e arido”.
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