Trieste verso il dopo Dipiazza, Rovis: «Continuerà ad avere un peso decisivo» (VIDEO)

Le elezioni comunali del 2027 segneranno formalmente la conclusione dell’attuale esperienza amministrativa guidata da Roberto Dipiazza, ma secondo Paolo Rovis parlare semplicemente di “dopo Dipiazza” rischia di essere riduttivo. Intervenuto nella trasmissione condotta da Luca Marsi dedicata alla corsa verso le amministrative, l’ex assessore e analista politico ha sottolineato come il sindaco uscente continuerà inevitabilmente a rappresentare uno dei punti di riferimento della campagna elettorale triestina.
«Da Roberto Dipiazza non si potrà prescindere»
Il giudizio di Rovis parte dal peso assunto dal sindaco nella storia politica recente della città. «Roberto Dipiazza è un personaggio che, oltre a essere sindaco a pieno titolo, entra nella storia di questa città», ha affermato, ricordando non soltanto la durata delle sue amministrazioni ma anche un modo molto personale di interpretare il ruolo di primo cittadino.
Rovis ha descritto Dipiazza come un amministratore «molto pragmatico», capace di muoversi con una significativa autonomia anche rispetto alle forze politiche che lo sostengono.
Da qui la previsione sul 2027: «Roberto Dipiazza ci sarà come presenza. Ci sarà perché darà una mano al centrodestra».
Una presenza che, secondo l’analista politico, potrebbe diventare determinante soprattutto nella delicata fase di passaggio tra l’attuale sindaco e il candidato chiamato a raccoglierne l’eredità.
Il sindaco uscente e la scelta del successore
Rovis immagina infatti Dipiazza direttamente coinvolto nell’accompagnamento politico del futuro candidato del centrodestra. «Naturalmente anche lui, credo, vorrà accompagnare il suo successore», ha spiegato.
Il punto centrale riguarda una successione tutt’altro che ordinaria. Dopo molti anni nei quali la politica comunale triestina ha ruotato anche attorno alla figura personale del sindaco, la coalizione dovrà individuare un profilo capace contemporaneamente di raccogliere quella eredità e costruire una propria identità.
È proprio in questo passaggio che il sostegno del primo cittadino uscente potrebbe pesare sia nella composizione degli equilibri interni sia nel rapporto diretto con l’elettorato.
Rovis frena sull’ipotesi Dipiazza assessore
Nel corso dell’intervista è stato affrontato anche il tema del futuro personale di Dipiazza dopo la conclusione del mandato da sindaco. Rovis ha ricordato le dichiarazioni relative alla possibilità che il primo cittadino possa restare nell’amministrazione con un incarico da assessore, ma si è mostrato poco convinto.
«È una posizione che io consiglierei di non ricoprire», ha osservato, spiegando che sarebbe «un po’ complicato passare dal numero uno a un numero due, tre o quattro».
Secondo Rovis, per Dipiazza potrebbe essere più naturale immaginare un ruolo differente: «Credo invece che Roberto Dipiazza abbia diritto e pieno titolo a una bella posizione di prestigio, una posizione anche importante in questa città, diversa da quelle che può offrire il Comune di Trieste».
Una campagna elettorale inevitabilmente legata al suo nome
La partita del 2027 si annuncia dunque come la prima vera sfida per individuare il nuovo sindaco dopo un lungo ciclo politico, ma la figura di Dipiazza resterà sullo sfondo e, molto probabilmente, anche in primo piano.
Il futuro candidato del centrodestra dovrà inevitabilmente confrontarsi con il suo consenso, con il modello amministrativo degli ultimi anni e con una figura che ha fortemente personalizzato la guida della città.
Ed è proprio per questo che Rovis sintetizza il quadro con una frase destinata ad accompagnare buona parte della lunga campagna elettorale: «Da Roberto Dipiazza non si potrà prescindere».
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