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Cronaca

Giarizzole, 19enne insultata in strada da un motociclista: appello famiglia, «Vieni a chiedere scusa»

redazione·
Giarizzole, 19enne insultata in strada da un motociclista: appello famiglia, «Vieni a chiedere scusa»

Una segnalazione carica di amarezza arriva da una famiglia triestina dopo un episodio avvenuto in strada e che avrebbe visto protagonista una ragazza di 19 anni, pesantemente insultata da un motociclista in seguito a una manovra ritenuta errata.

A raccontare quanto accaduto è un familiare della giovane, che ha affidato a un messaggio pubblico il proprio sfogo e soprattutto un appello diretto all’uomo: presentarsi e chiedere scusa.

«Hai insultato mia figlia dandole della puttana»

Secondo quanto riferito nella segnalazione, il motociclista, alla guida di una BMW presumibilmente di grossa cilindrata, avrebbe reagito con parole particolarmente pesanti nei confronti della ragazza.

«Hai insultato mia figlia dandole della puttana e con altre offese riguardanti la famiglia perché, a veduta tua, avrebbe fatto una manovra errata», si legge nel messaggio.

La dinamica precisa della manovra non è ricostruibile sulla base della sola testimonianza ricevuta, ma il punto centrale della segnalazione riguarda il linguaggio e il tono utilizzati nei confronti della giovane.

«Non sai mai quale può essere la reazione di una ragazza di 19 anni»

Il familiare della 19enne sottolinea di essere a sua volta abituato alla guida di mezzi a due ruote e di conoscere bene le difficoltà che possono nascere nel traffico.

«Guido lo scooter da tanti anni, è successo anche a me di trovare qualcuno che magari cambia idea all’ultimo momento», racconta.

Ciò che contesta, però, è la reazione che sarebbe seguita.

«Non mi sono mai permesso di urlare in maniera intimidatoria contro una ragazza di 19 anni, perché non sai mai quale sarà la reazione della giovane: trauma, pianti, paure».

Parole che riportano il tema su un piano più ampio: anche quando si ritiene che un altro automobilista abbia commesso un errore, la rabbia e gli insulti non possono diventare la risposta automatica.

L’ammissione: «Anche noi sulle due ruote siamo un po’ indisciplinati»

Nel messaggio non manca neppure una riflessione autocritica sul comportamento di chi utilizza moto e scooter.

«Sappiamo benissimo tutti e due che noi mezzi a due ruote siamo un po’ indisciplinati per strada», viene sottolineato.

Una considerazione che rende ancora più chiaro il senso dell’appello: non stabilire pubblicamente chi avesse ragione sulla manovra, ma ricordare che un eventuale errore alla guida non giustifica offese sessiste o attacchi rivolti alla famiglia di una persona.

L’invito a chiedere scusa

La segnalazione si conclude con un invito molto diretto rivolto al motociclista.

«Se leggi questo post puoi venire a scusarti quando vuoi», scrive il familiare della ragazza, indicando piazzale Giarizzole come luogo nel quale può essere rintracciato.

Un messaggio che, al di là della comprensibile rabbia per quanto raccontato, lascia dunque aperta la porta a una soluzione semplice: riconoscere di avere esagerato e chiedere scusa alla giovane.

Una questione di rispetto, anche nel traffico

Episodi di tensione alla guida possono capitare ogni giorno. Una precedenza interpretata diversamente, una frenata, un cambio di direzione improvviso possono accendere gli animi in pochi secondi.

Ma proprio in quei momenti diventa fondamentale mantenere il controllo. Insultare una persona, soprattutto con espressioni sessiste e offensive, non risolve una situazione di traffico e rischia soltanto di trasformare un episodio banale in qualcosa di molto più pesante.

La segnalazione della famiglia triestina diventa così anche un invito generale a mantenere rispetto e misura sulla strada, indipendentemente da chi abbia commesso un eventuale errore.

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