Rosato critica la riforma elettorale: «Serve un accordo tra maggioranza e opposizione» (VIDEO)

La riforma della legge elettorale continua ad animare il confronto politico nazionale, ma secondo Ettore Rosato il tema principale non riguarda tanto il modello scelto quanto il metodo con cui viene costruito. Nel corso dell'intervista concessa a Trieste Cafe, il vicesegretario nazionale di Azione ha ribadito la necessità che le regole del voto siano condivise tra maggioranza e opposizione. Secondo Rosato, modificare unilateralmente il sistema elettorale rischia di alimentare ulteriormente le divisioni politiche.
Le regole devono appartenere a tutti
Rosato paragona la legge elettorale alle regole di uno sport.
Come nel calcio nessuna squadra può decidere autonomamente quanti giocatori schierare, così anche le norme che disciplinano il voto dovrebbero nascere attraverso un confronto ampio tra le forze politiche.
Per il dirigente di Azione la legittimazione di una legge elettorale deriva anche dal consenso con cui viene approvata.
Il riferimento al Rosatellum
Durante l'intervista Rosato ricorda che l'attuale sistema elettorale, che porta anche il suo nome, venne approvato con il sostegno sia della maggioranza sia di una parte dell'opposizione.
Pur riconoscendo che quella legge fosse migliorabile, sottolinea come rappresentasse comunque il risultato di una mediazione politica.
Secondo il parlamentare, questo elemento avrebbe garantito una maggiore stabilità istituzionale rispetto a un intervento approvato esclusivamente dalla maggioranza di governo.
Gli italiani guardano ad altri problemi
Alla domanda sull'interesse dell'opinione pubblica per la riforma elettorale, Rosato offre una risposta netta.
Secondo il vicesegretario nazionale di Azione, la maggior parte dei cittadini è oggi molto più preoccupata da salari, inflazione, energia e costo della vita che non dal sistema con cui verranno assegnati i seggi parlamentari.
Ciò non significa però che il tema sia irrilevante: proprio perché riguarda le regole della democrazia, merita particolare attenzione.
Il timore di una maggiore polarizzazione
Rosato esprime anche alcune perplessità sugli effetti politici della riforma.
A suo giudizio il nuovo impianto potrebbe rafforzare ulteriormente le componenti più estreme delle coalizioni, aumentando il loro peso nelle future alleanze.
Per questo motivo continua a ritenere preferibile un sistema proporzionale capace, secondo la sua analisi, di favorire una rappresentanza più equilibrata e di limitare l'influenza delle posizioni più radicali.
Una riforma ancora aperta
Pur prevedendo che il governo possa introdurre soltanto modifiche marginali al testo in discussione, Rosato auspica comunque un confronto parlamentare capace di individuare alcuni punti condivisi.
L'obiettivo, conclude, dovrebbe essere quello di consegnare al Paese regole riconosciute come patrimonio comune, indipendentemente dall'alternanza politica.
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