Dipiazza su sicurezza: «Il problema sono le leggi, chi sbaglia deve andare in galera» (VIDEO)

Il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza torna a intervenire sul tema della sicurezza e individua nella normativa uno dei principali punti critici del sistema. Durante il collegamento con la trasmissione “Verso la fine dell’estate”, condotta da Luca Marsi, il primo cittadino ha espresso una posizione molto netta: le forze dell’ordine, a suo giudizio, fanno il proprio lavoro, ma troppo spesso chi viene fermato torna libero in tempi molto rapidi.
«La sicurezza è diventata un problema»
Dipiazza è intervenuto dopo che agli ospiti era stata posta una domanda provocatoria sulle responsabilità politiche del centrodestra in materia di degrado e sicurezza.
«La sicurezza è diventato un problema, soprattutto pensa ai giovani, ai maranza», ha affermato il sindaco.
Per Dipiazza, tuttavia, il nodo centrale non risiede nella qualità del lavoro svolto sul territorio.
«Abbiamo le forze dell’ordine, i carabinieri sono in gamba, la polizia è in gamba, i nostri vigili. Il problema è che cosa vuoi, li prendi e il giorno dopo sono liberi».
«Chi sbaglia deve andare in galera»
Il sindaco ha quindi richiamato un episodio che, a suo dire, avrebbe visto una persona tornare rapidamente in strada dopo un fatto grave.
Da qui la richiesta di un intervento legislativo più deciso.
«Sono quelle cose che non vanno bene».
Dipiazza ha poi fatto un parallelismo storico con la stagione del terrorismo.
«A suo tempo con le Brigate Rosse, vi ricordate? Abbiamo fatto delle leggi speciali e lo Stato ha vinto».
La conclusione è stata altrettanto diretta: «La stessa cosa dobbiamo fare: chi sbaglia deve andare in galera. Questa è la realtà».
Il dibattito tra politica e giustizia
Le parole di Dipiazza si inseriscono in un confronto più ampio emerso durante la trasmissione. Tra gli ospiti, infatti, sono state espresse posizioni diverse sulle responsabilità della politica, sulla capacità delle norme attuali di garantire sicurezza e sulla necessità di modificare il quadro legislativo.
Il tema che accomuna diversi interventi è però quello della distanza percepita tra l’attività delle forze dell’ordine e gli effetti successivi sul piano giudiziario.
Dipiazza, dal canto suo, ha scelto di concentrare il proprio intervento proprio sulla necessità di strumenti normativi più incisivi.
DI SEGUITO IL VIDEO
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