Trieste, Nanni (amica di Brigida) guarda ai giovani: «Bisogna dare loro lavoro e non farli scappare» (VIDEO)

Creare opportunità di lavoro e impedire che i giovani siano costretti ad andare altrove per costruire il proprio futuro. È questo uno degli appelli più forti lanciati da Anna, detta Nanni, durante la puntata di “Un capo in B” dal Pedocin.
Partendo da una domanda su cosa chiederebbe al sindaco di migliorare a Trieste, la conversazione è rapidamente arrivata al tema del lavoro, delle nuove generazioni e della necessità di offrire prospettive concrete a chi ha studiato e vuole restare sul territorio.
«Bisogna dare la possibilità ai giovani»
Nanni ha indicato diverse priorità per la città, partendo dall’Ausonia e dalla necessità, secondo lei, di dare nuova vitalità a Trieste.
«Dovrebbe far rinascere un poco Trieste. Dovrebbe dare un poco più vita perché mancano tanti locali, tante cose di intrattenimento pure per i ragazzi».
Ma il passaggio centrale è arrivato immediatamente dopo.
«Lavoro soprattutto ai giovani, dare la possibilità ai giovani», ha affermato.
Una richiesta motivata dalla convinzione che proprio le nuove generazioni debbano poter diventare protagoniste del futuro della città.
«Non farli scappare»
Nanni ha quindi pronunciato una delle frasi più nette dell’intera trasmissione.
«Oggi è l’altra generazione che deve andare avanti e non farli scappare».
Secondo l’ospite, Trieste dispone di giovani preparati che dovrebbero poter trovare maggiori possibilità professionali sul territorio.
«Dare la possibilità a loro. Chi ha studiato, ci sono dei bravi dottori, dei bravi insegnanti, delle brave professoresse».
Il tema è dunque quello della valorizzazione delle competenze, ma anche della capacità della città di trattenere il proprio capitale umano.
Una città più viva anche per i ragazzi
Il lavoro viene collegato da Nanni a un ragionamento più generale sulla vitalità urbana.
Non basta, secondo la sua riflessione, una città bella da visitare. È necessario che esistano anche occasioni di socialità, intrattenimento e crescita professionale per chi Trieste la vive quotidianamente.
La questione generazionale diventa così una delle chiavi attraverso cui leggere il futuro del capoluogo.
Una Trieste più attrattiva per i turisti, dunque, ma contemporaneamente capace di essere attrattiva per i propri giovani.
Il futuro passa dalla possibilità di restare
Nel confronto dal Pedocin non vengono proposte formule amministrative specifiche. Il messaggio è però molto chiaro: creare le condizioni affinché studio, formazione e professionalità possano tradursi in opportunità concrete.
Per Nanni, il futuro di Trieste dipende anche da questo.
Fare in modo che un ragazzo o una ragazza non debbano considerare automaticamente la partenza come unica possibilità di crescita professionale, ma possano immaginare di costruire la propria vita nella città in cui sono cresciuti.
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