Trieste, controllori anche alle fermate: Trieste Trasporti amplia verifiche e prevenzione (VIDEO)

I controlli dei titoli di viaggio non si fermano più alle verifiche effettuate direttamente a bordo degli autobus. Trieste Trasporti utilizza infatti anche controlli a terra, in prossimità delle fermate, nell’ambito di una strategia che punta a rafforzare sia la verifica sia la prevenzione dell’evasione tariffaria.
A spiegarlo è stato il presidente Maurizio Marzi durante il confronto al Pedocin condotto da Elisabetta Batic.
Controllori visibili anche alle pensiline
Durante l’intervista è stato fatto riferimento alla presenza sempre più frequente di addetti anche alle fermate, dopo la discesa dei passeggeri dai mezzi.
Marzi ha confermato questa modalità operativa.
Gli operatori, ha spiegato, devono svolgere un determinato numero di ore e possono utilizzare differenti sistemi di controllo in funzione delle esigenze del servizio.
«Lo fanno a bordo, lo fanno a terra», ha sintetizzato il presidente.
L’obiettivo è anche prevenire
Il presidente ha insistito su un punto: la presenza degli addetti non viene pensata esclusivamente per arrivare alla sanzione.
Marzi ha parlato infatti di «un’azione di prevenzione più che di punizione».
La visibilità del personale diventa quindi essa stessa un deterrente, con l’obiettivo di aumentare il numero degli utenti che utilizzano correttamente il titolo di viaggio prima ancora che sia necessario procedere alla contestazione.
Più personale per coprire più linee
Trieste Trasporti ha inoltre rafforzato la struttura dei controlli affiancando agli addetti interni anche operatori appartenenti a una società esterna.
Marzi ha spiegato che questa scelta nasce dalla convinzione che il rispetto delle regole debba essere perseguito «in modo assoluto e rigoroso».
L’utilizzo di un supporto esterno ha permesso quindi di «aumentare il personale addetto» e riuscire a coprire «più ore e più linee con il sistema di controlli».
Il problema dell’evasione non è però risolto
L’aumento delle verifiche non significa che il fenomeno sia stato eliminato.
Marzi ha infatti ammesso che il tasso di evasione non è diminuito quanto sperato, nonostante il forte incremento dei controlli.
Da qui la convinzione che l’attività degli addetti, da sola, non possa bastare.
«Non possiamo mettere un controllore su ogni autobus», ha ricordato il presidente, richiamando la necessità di costruire una cultura più diffusa del rispetto delle regole.
Una presenza sempre più capillare
La strategia descritta al Pedocin mostra dunque una trasformazione anche nelle modalità del controllo: non soltanto verifiche casuali a bordo, ma una presenza più articolata sul territorio, con personale interno ed esterno e attività svolte anche alle fermate.
Un sistema che Trieste Trasporti considera necessario per tutelare prima di tutto chi paga regolarmente il servizio.
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