Nido di Roiano, l'affondo di Adesso Trieste: "Una festa a metà, partenza in ritardo di tre anni"

Mentre il Comune di Trieste inaugura il nuovo nido di Roiano, in Piazza Unità si tiene il presidio del personale dei servizi educativi. «Un momento che dovrebbe essere una festa per la città, per le famiglie e per chi lavora nei servizi educativi. Ma un nido non è soltanto un edificio nuovo: è un servizio fatto dalle persone che accolgono, educano e si prendono cura delle bambine e dei bambini ogni giorno. Persone che il Comune ha deciso di non internalizzare; lavoratrici e lavoratori di un comparto messo in difficoltà, che oggi da piazza Unità denunciano problemi di cui il Comune non si sta curando» dichiara Barbara Chiarelli, portavoce di Adesso Trieste. «Grazie alla nostra opposizione abbiamo evitato che metà dei posti di questa struttura, costruita con soldi pubblici, finisse sul mercato privato, come prospettato inizialmente dalla maggioranza. Come Adesso Trieste sosteniamo da anni una battaglia chiara: i servizi educativi sono un bene pubblico e come tali devono restare in piena gestione pubblica e di qualità, come la storia della nostra città dimostra essere possibile» così Giorgia Kakovic, consigliera comunale di Adesso Trieste.
«La nostra posizione è sempre stata chiara: avremmo voluto che la gestione venisse avviata in economia, come avviene per gli altri 18 asili del Comune, con la possibilità di rafforzare il personale comunale e garantire continuità educativa e condizioni di lavoro omogenee. L’attuale soluzione, con un servizio pubblico affidato a gestione esterna, rappresenta un miglioramento rispetto a scenari peggiori, ma crea comunque una differenza, innanzitutto salariale, tra lavoratrici e lavoratori che operano nello stesso servizio e con le stesse finalità: educatrici ed educatori di serie A e di serie B. Una situazione che non dovrebbe esistere in un sistema educativo pubblico». La strada indicata da Adesso Trieste resta quella della piena gestione pubblica dei servizi educativi. Un impegno per il futuro governo della città: invertire la rotta, investire nei servizi pubblici e riconoscere il valore delle persone che ogni giorno li fanno vivere.
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