Trieste, Paglia (Pd): «Sul Porto servono competenze, relazioni internazionali e diplomazia» (VIDEO)

Il futuro del Porto Nuovo deve essere affrontato attraverso competenze specifiche, relazioni internazionali e una strategia capace di valorizzare la posizione geografica di Trieste. È il quadro delineato da Maria Luisa Paglia, segretaria provinciale del Pd, durante la diretta di Trieste Cafe dedicata a Futuro in Comune.
«Quando parliamo di porto servono competenze»
Paglia ha insistito innanzitutto sulla necessità che il Comune possa disporre di figure preparate per affrontare una materia complessa come quella portuale.
«Sicuramente ci vogliono delle competenze», ha affermato.
Il porto, ha ricordato, non rappresenta soltanto uno spazio economico cittadino, ma un'infrastruttura produttiva di valore per un territorio molto più ampio.
Per questo, nella sua visione, servirebbe una delega politica chiara e affidata a chi conosce realmente il settore.
Commercio e diplomazia
Il confronto ha toccato anche il tema dei traffici con aree del mondo interessate da conflitti.
Paglia ha sottolineato che i rapporti commerciali non possono essere letti esclusivamente in chiave locale.
«È importante il commercio anche con questa parte del mondo. Non ci si può tirar fuori», ha spiegato.
Allo stesso tempo, ha richiamato la necessità di rafforzare gli strumenti diplomatici.
«Non guerre, ma azioni sempre più efficaci di diplomazia», ha affermato, ricordando che molte delle decisioni strategiche che riguardano Trieste si collocano su livelli nazionali, europei e internazionali.
«Trieste deve guardare di più verso Est»
Paglia ha poi posto l'accento sulla collocazione geografica della città.
Secondo la segretaria dem, Trieste non avrebbe sfruttato fino in fondo la propria posizione rispetto ai Balcani e ai Paesi dell'Est.
«Siamo in un punto centrale», ha ricordato.
Nella sua lettura, il prossimo sindaco dovrebbe costruire maggiori relazioni con quest'area, rafforzando reti istituzionali, economiche e diplomatiche.
Paglia ha criticato l'attuale amministrazione e la Regione sostenendo che, a suo giudizio, abbiano investito troppo poco in questa direzione.
«Si fanno i viaggi negli Stati Uniti, però magari non si va mai verso i Paesi dell'Est per stringere delle alleanze, per creare delle reti, delle collaborazioni», ha dichiarato.
Una Trieste più europea
La visione proposta dal Pd è quella di una Trieste capace di interpretare fino in fondo il proprio ruolo europeo.
Il porto, in questa prospettiva, non sarebbe soltanto una piattaforma logistica, ma anche uno strumento attraverso il quale costruire nuove relazioni con il mondo balcanico, europeo e mediterraneo.
DI SEGUITO IL VIDEO
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