Fermate dei bus sotto il sole, Machnich (Punto Franco) : «Servono più ombra e pensiline adeguate»

Il caldo estremo riporta al centro dell’attenzione anche un tema molto concreto della vita quotidiana: le fermate degli autobus.
A sollevare la questione è Martina Machnich, capogruppo di Lista Russo Punto Franco in IV Circoscrizione e coordinatrice della commissione Verde Pubblico, che chiede di ripensare pensiline e aree di attesa alla luce delle temperature sempre più elevate.
Secondo Machnich, in diverse zone della IV Circoscrizione e in altri punti della città molte fermate non sarebbero sufficientemente attrezzate per garantire protezione dal sole e condizioni di attesa adeguate durante le giornate più calde.
«Non è accettabile aspettare l’autobus sotto il sole»
La consigliera pone l’accento soprattutto sulle persone più fragili.
Anziani, cittadini con difficoltà fisiche e chi è costretto a spostarsi nelle ore centrali della giornata possono trovarsi ad attendere il mezzo in aree fortemente cementificate, senza un’ombra sufficiente.
«Le fermate degli autobus sono spazi pubblici a tutti gli effetti e devono essere progettate mettendo al centro le esigenze delle persone», afferma Machnich.
E aggiunge: «Non è accettabile che, durante giornate di caldo estremo, tanti cittadini siano costretti ad aspettare un autobus sotto il sole senza una protezione adeguata».
Il progetto da 70.500 euro
Machnich richiama anche il recente progetto approvato dal Comune di Trieste per un importo di 70.500 euro, finanziato attraverso contributi regionali, destinato a intervenire su sei fermate e a installare due nuove pensiline in alcune aree della città, tra cui la zona vicina al varco del Porto Vecchio.
La consigliera considera positivo l’intervento, soprattutto sul fronte dell’accessibilità e della sicurezza, ma chiede maggiore chiarezza sulla portata reale del progetto.
«Non è ancora chiaro se si tratti della realizzazione di nuove strutture realmente all’avanguardia e progettate anche per rispondere alle nuove condizioni climatiche, oppure prevalentemente di interventi di adeguamento e riqualificazione delle fermate esistenti», osserva.
«Un intervento ancora insufficiente»
Per Machnich, il punto è che otto fermate non possono esaurire un problema che riguarda l’intera città.
La richiesta è quella di ragionare su un piano più ampio, capace di adattare progressivamente le infrastrutture del trasporto pubblico alle nuove condizioni climatiche.
«Riteniamo che si tratti di un intervento ancora insufficiente rispetto alle esigenze complessive della città», sottolinea.
Più ombra e verde urbano
La proposta è di trasformare le fermate in spazi più vivibili, aumentando le zone d’ombra e valutando, dove possibile, l’integrazione con il verde urbano.
Secondo Machnich, le nuove strutture dovrebbero essere progettate non soltanto per proteggere dalla pioggia, ma anche per affrontare le ondate di calore.
Un tema che si inserisce direttamente nel più ampio dibattito cittadino sull’adattamento climatico.
«C’è chi si ripara sotto le tende dei negozi»
La consigliera richiama anche alcune situazioni che, secondo quanto riferisce, si verificano già oggi.
«Ci sono persone costrette a ripararsi sotto le tende dei negozi o rasente ai muri», afferma.
Per questo ritiene che la qualità del trasporto pubblico non possa essere valutata esclusivamente in base ai mezzi o alle frequenze delle corse.
Le fermate rappresentano infatti il primo e l’ultimo punto di contatto tra il cittadino e il sistema del trasporto pubblico.
«Chi paga biglietti e abbonamenti ha diritto a infrastrutture adeguate»
Machnich lega infine il tema a un principio di qualità del servizio.
«Chi utilizza il trasporto pubblico, pagando regolarmente biglietti e abbonamenti, contribuisce al mantenimento del servizio e ha il diritto di usufruire di infrastrutture adeguate».
Da qui la richiesta di affrontare il tema nelle sedi istituzionali competenti e di programmare interventi più estesi.
«Investire in fermate più moderne e ombreggiate è una necessità per chi amministra un servizio pubblico e deve mettere al centro il benessere delle persone», conclude la consigliera.
foto ia
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