Trieste, social e lavoro: Ottolino e Rebek concordano, «Conoscere il target è fondamentale» (VIDEO)

Non conta soltanto quante persone seguono un profilo. Conta soprattutto capire chi siano, cosa cerchino e se rappresentino davvero il pubblico al quale si vuole parlare. È uno dei temi centrali emersi durante il confronto sui social andato in scena nella trasmissione di Trieste Cafe condotta da Luca Marsi.
Sul punto Ricky Ottolino e Stefano Rebek hanno espresso una posizione sostanzialmente comune: conoscere il target è fondamentale, soprattutto quando i social diventano uno strumento professionale.
Il pubblico numeroso può essere quello sbagliato
Rebek ha evidenziato come un account possa raggiungere numeri importanti senza necessariamente trasformarsi in uno strumento utile per il progetto che si vuole sviluppare.
L’esempio portato durante la trasmissione è stato quello di una persona interessata a comunicare il fitness che aveva costruito un profilo da circa 25 mila follower reali, ma aveva progressivamente attirato un pubblico interessato ad altro.
Una situazione che lo aveva portato alla decisione di chiudere quell’account e ripartire con numeri molto più piccoli.
«Ha riaperto con un profilo da 2.000, ma veri che lo seguono per lo sport. È ancora poco, ma crescerà. Riesci già a lavorare».
Da qui la conclusione di Rebek: «Questo per dire quanto è importante conoscere il profilo e capire in che direzione vuoi andare».
Ottolino: «L’importanza del target»
Ricky Ottolino ha condiviso pienamente il ragionamento.
«L’importanza del target: sono d’accordo con quello che è stato detto in qualsiasi tipo di attività».
Il problema, nel caso raccontato da Rebek, era molto preciso: «Si stava comunicando a un target che non era ricettivo a quella che era la proposta del servizio offerto, che era il fitness. Era un altro tipo di target».
Da qui una conclusione molto chiara: «È fondamentale, assolutamente».
Dai social alla vita professionale
Il principio supera quindi Instagram, TikTok o Facebook.
Conoscere il proprio pubblico significa comprendere a chi si sta parlando prima ancora di scegliere cosa comunicare.
Nel mondo digitale questa conoscenza può essere misurata attraverso analytics, visualizzazioni, permanenza sui contenuti, interazioni e caratteristiche degli utenti.
Ma il numero più alto non coincide necessariamente con il risultato migliore.
Un pubblico più piccolo ma realmente interessato a ciò che viene proposto può avere un valore professionale molto superiore rispetto a migliaia di follower attratti da contenuti completamente differenti.
È uno dei paradossi della corsa ai numeri sui social: crescere non significa necessariamente crescere nella direzione giusta.
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