giovedì 24 settembre 2026
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Cronaca

Turismo a Trieste, Federalberghi: «Basta celebrare soltanto i numeri, chiediamoci quale turismo vogliamo»

Luca Marsi·
Turismo a Trieste, Federalberghi: «Basta celebrare soltanto i numeri, chiediamoci quale turismo vogliamo»

Il turismo entra sempre più nel confronto sul futuro politico di Trieste e, dopo le posizioni espresse da Futuro in Comune sul rischio che la città possa trasformarsi in un “turistificio”, arriva l'intervento del presidente di Federalberghi Trieste, Maurizio Giudici. Raggiunto da Trieste Cafe per un commento sul dibattito che si sta sviluppando in vista delle prossime elezioni comunali, Giudici mette sul tavolo una posizione precisa: la crescita turistica non va fermata, ma governata. E soprattutto non può più essere misurata soltanto contando gli arrivi.

Il presidente di Federalberghi invita infatti ad aprire una fase nuova nel modo in cui Trieste guarda al proprio successo turistico.

Quanti visitatori arrivano? Ma anche: quanto rimangono? Cosa cercano? Dove vanno? Quali esperienze vivono? E soprattutto, quale valore lasciano alla città?

Domande che, secondo Giudici, devono accompagnare i numeri e diventare parte integrante delle strategie dei prossimi anni.

Il dibattito politico sul “turistificio” arriva a Federalberghi

L'intervento nasce dal confronto politico aperto da Futuro in Comune, che ha posto il tema della necessità di governare la crescita turistica evitando che Trieste possa trasformarsi in un cosiddetto “turistificio”.

Trieste Cafe ha quindi raggiunto il presidente di Federalberghi per chiedere quale sia il punto di vista degli operatori alberghieri davanti a un tema destinato inevitabilmente a entrare nella discussione verso le prossime comunali.

La risposta parte da un apprezzamento per il fatto stesso che la politica abbia deciso di confrontarsi sul turismo.

«Leggiamo con piacere che la politica stia ponendo la giusta attenzione al turismo nella sua accezione più ampia. Non si tratta di fermare il turismo, ma di governarlo, trovando il giusto equilibrio tra visitatori e residenti e preservando la qualità della vita della nostra comunità», afferma Giudici.

Un punto di partenza che sposta immediatamente la discussione dalla contrapposizione tra favorevoli e contrari al turismo verso una domanda differente: come deve crescere Trieste?

Giudici: «L'identità di Trieste è ciò che la rende attrattiva»

Per il presidente di Federalberghi esiste un patrimonio che non può essere sacrificato sull'altare della crescita: l'identità della città.

Ed è proprio quell'identità, sostiene, a rappresentare uno dei principali fattori di attrazione turistica.

«L'identità della nostra città è uno degli elementi fondamentali che rendono Trieste attrattiva. La sua storia, la scienza, la cultura, le tradizioni e il modo di vivere della comunità sono parte integrante dell'esperienza che offriamo a chi ci visita».

Il ragionamento porta a una sorta di paradosso soltanto apparente: proteggere la città dalla perdita della propria identità significa, contemporaneamente, proteggere il turismo stesso.

«Preservare questa identità significa quindi preservare anche il valore stesso della nostra destinazione», sottolinea Giudici.

In altre parole, una Trieste capace di attrarre sempre più visitatori non dovrebbe diventare una città costruita esclusivamente attorno ai visitatori, perché rischierebbe di indebolire proprio quelle caratteristiche che la rendono interessante.

«Il turismo non è un settore isolato»

C'è poi il peso economico.

Giudici respinge una lettura del turismo limitata esclusivamente ad alberghi, strutture ricettive o singole categorie.

«Il turismo non è un settore isolato, ma una vera e propria filiera economica, che coinvolge numerose attività e professionalità e produce ricadute sull'intero territorio».

La questione diventa quindi più ampia.

Per Federalberghi, governare il turismo significa ragionare su un sistema economico che coinvolge soggetti differenti e che può produrre effetti ben oltre il singolo pernottamento.

Da qui la necessità di accompagnare l'aumento dei flussi con una strategia.

«La crescita dei flussi deve essere accompagnata da una visione complessiva, capace di generare valore per la città e per chi la vive tutto l'anno».

Il cambio di prospettiva: «Non limitiamoci ai numeri»

È probabilmente questo il passaggio più significativo dell'intervento.

Per anni la crescita turistica di una città viene naturalmente raccontata attraverso arrivi, presenze e variazioni. Giudici propone invece di aggiungere una seconda lente.

«Credo che sia arrivato il momento di non limitarci a leggere i numeri della crescita, per quanto positivi e importanti, ma di interrogarci anche sui contenuti di questa crescita».

Non significa, dunque, considerare irrilevante il numero dei visitatori. Significa chiedersi che cosa ci sia dietro quel numero.

Ed è qui che il presidente di Federalberghi mette in fila le domande che, a suo giudizio, dovrebbero guidare il futuro.

«Quanti arrivano, quanto rimangono, cosa cercano e quale valore lasciano?»

«Quanti visitatori arrivano, quanto tempo si fermano, cosa cercano, quali esperienze vivono, dove si distribuiscono sul territorio e quale valore lasciano alla comunità sono domande che dobbiamo porci», afferma Giudici.

Una sorta di nuovo cruscotto con il quale misurare la salute turistica di Trieste.

Non soltanto quante persone attraversano la città, dunque, ma quanto profonda sia la loro relazione con il territorio.

Giudici lo dice esplicitamente: «La quantità dei flussi è certamente un indicatore importante, ma non può essere l'unico parametro con cui misurare il successo turistico di una destinazione».

Una posizione che porta direttamente al cuore della discussione politica aperta in questi giorni.

Quale turismo vuole Trieste?

La domanda posta da Federalberghi non è se Trieste debba continuare a essere una città turistica.

È quale turismo debba costruire.

«Dobbiamo quindi chiederci quale turismo vogliamo costruire per Trieste nei prossimi anni e soprattutto quale valore vogliamo che produca per la città», continua Giudici.

Ed è qui che dalla riflessione generale si passa alle direttrici concrete indicate dal presidente.

Qualità dell'offerta, destagionalizzazione, distribuzione dei flussi, valorizzazione dei quartieri e dell'intero territorio, esperienze coerenti con l'identità cittadina.

Sono questi i terreni sui quali, secondo Giudici, dovrebbe svilupparsi la prossima fase.

Destagionalizzare e portare i visitatori oltre le aree più frequentate

Il tema della distribuzione dei flussi assume un significato particolare.

Una crescita turistica concentrata esclusivamente in alcuni periodi dell'anno o in determinate zone non produce necessariamente gli stessi effetti di una presenza maggiormente distribuita nel tempo e sul territorio.

Per questo Giudici richiama esplicitamente la destagionalizzazione e la valorizzazione dei quartieri.

L'obiettivo indicato è ampliare la capacità della città di proporre esperienze senza snaturare ciò che Trieste è.

Una prospettiva nella quale il visitatore non deve semplicemente “consumare” la città, ma entrare in contatto con la sua storia, la sua cultura, la scienza, le tradizioni e il suo modo di vivere.

Federalberghi: «Da oltre un anno lavoriamo a una regia del turismo»

Ma per governare un fenomeno complesso serve, secondo Giudici, anche un luogo nel quale le decisioni possano essere coordinate.

Ed è qui che arriva un altro passaggio importante.

«Il sistema delle imprese è impegnato da oltre un anno nella costruzione di una vera regia del turismo cittadino», ricorda il presidente di Federalberghi Trieste.

L'obiettivo è arrivare a una governance stabile.

«Crediamo sia necessario arrivare a una governance stabile, capace di mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni e operatori della filiera, per programmare e governare lo sviluppo turistico di Trieste nel medio e lungo periodo».

Non interventi isolati, quindi, ma una cabina capace di ragionare sulla città con una prospettiva che vada oltre la singola stagione.

Turisti contro residenti? Giudici rifiuta la contrapposizione

Nel dibattito sulla crescita turistica il rischio è che il confronto venga rapidamente trasformato in una scelta binaria: turisti o residenti.

Giudici respinge questa impostazione.

«La sfida non è scegliere tra residenti e turisti, ma costruire una convivenza virtuosa».

Una formula che prova a tenere insieme sviluppo economico e vivibilità.

L'obiettivo indicato dal presidente di Federalberghi è «una Trieste capace di accogliere, crescere e creare valore senza perdere la propria identità».

È probabilmente questa la sintesi più efficace della posizione espressa.

«Andiamo oltre la celebrazione dei numeri»

La conclusione torna inevitabilmente al punto di partenza.

I numeri sono importanti. La crescita è importante. Ma, secondo Giudici, non bastano più.

«Dobbiamo avere il coraggio di andare oltre la semplice celebrazione dei numeri e iniziare a discutere seriamente di quale turismo vogliamo per la città».

Ed è proprio qui che l'intervento di Federalberghi incrocia il confronto politico aperto da Futuro in Comune.

Da una parte la politica pone il tema del rischio di una città trasformata in “turistificio”. Dall'altra il presidente degli albergatori non propone di frenare il fenomeno, ma di governarlo, misurandone non soltanto la quantità ma anche qualità, durata, distribuzione e valore prodotto.

Il turismo si prepara così a diventare uno dei temi della discussione sulla Trieste dei prossimi anni.

E la domanda che emerge dall'intervento di Giudici potrebbe accompagnare a lungo il confronto: non soltanto quanti turisti vogliamo portare a Trieste, ma quale Trieste vogliamo far trovare loro e, soprattutto, quale città vogliamo lasciare a chi la vive 365 giorni all'anno.

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