Carcere di Trieste, allarme sovraffollamento: “243 detenuti per 125 posti, situazione intollerabile”

Torna al centro dell’attenzione il tema del sovraffollamento del carcere di Trieste. A sollevare la questione è la consigliera regionale Serena Pellegrino (Alleanza Verdi e Sinistra), che ha presentato un’interrogazione dopo le recenti dichiarazioni del Garante regionale dei diritti della persona, Enrico Sbriglia.
“Situazione intollerabile”
«Ho depositato un’interrogazione sul grave sovraffollamento del carcere di Trieste – afferma Pellegrino –. Quanto denunciato è intollerabile». La consigliera descrive una realtà fatta di persone costrette a vivere in condizioni difficili, con letti utilizzati non solo per dormire ma anche per mangiare, scrivere e conservare effetti personali. «Questa non è detenzione dignitosa», sottolinea.
Numeri oltre il limite
Secondo quanto riportato, al carcere del Coroneo sarebbero presenti 243 detenuti a fronte di 125 posti disponibili. «Una situazione che non è più emergenza ma normalità indegna», evidenzia Pellegrino, richiamando anche l’articolo 27 della Costituzione, che stabilisce come la pena debba tendere alla rieducazione e non essere contraria al senso di umanità.
Timori per la stagione estiva
La preoccupazione aumenta in vista dei mesi più caldi. «Siamo oltre il limite, anche considerando la prossima stagione estiva che rischia di aggravare ulteriormente criticità già insostenibili», aggiunge la consigliera.
Richiesta di interventi concreti
Nel testo dell’interrogazione si chiede alla Giunta regionale quali dati aggiornati siano disponibili, quali interlocuzioni siano state avviate con Governo, Dap e Provveditorato e se si intenda convocare un tavolo regionale con tutti i soggetti coinvolti, dalle istituzioni sanitarie al Comune, fino al Terzo Settore e alle rappresentanze del personale.
Responsabilità e sistema regionale
«La competenza penitenziaria è statale, ma la Regione non può lavarsene le mani», prosegue Pellegrino, sottolineando come ambiti come la sanità penitenziaria, la salute mentale, le dipendenze e il reinserimento sociale chiamino direttamente in causa il sistema regionale.
Un problema che riguarda tutti
«Il sovraffollamento colpisce le persone detenute, ma anche chi lavora ogni giorno dentro il carcere. Servono risposte politiche», conclude la consigliera, chiedendo un intervento immediato per affrontare una situazione che continua a sollevare interrogativi sul rispetto dei diritti e sulle condizioni del sistema penitenziario locale.
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