mercoledì 26 agosto 2026
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Politica

Altin accusa: “Zone rosse inefficaci e teatrali” – Medau replica: “Funzionano e servono più telecamere” (VIDEO)

Luca Marsi·
Altin accusa: “Zone rosse inefficaci e teatrali” – Medau replica: “Funzionano e servono più telecamere” (VIDEO)

Durante la diretta serale di Trieste Cafe condotta da Luca Marsi, il confronto tra Paolo Altin (Punto Franco) e Marcelo Medau (Fratelli d’Italia) si infiamma sul tema sicurezza: tra accuse, numeri e visioni opposte, è scontro politico in diretta

La discussione si è accesa già sul primo tema: la proroga delle zone rosse, misura già rinnovata a Udine fino al 2 giugno. A Trieste invece il destino della misura sarà deciso venerdì in sede di riunione.

Francesco Viviani, giornalista di Trieste Cafe, ha aperto il confronto tra Marcelo Medau (FdI) e Paolo Altin (Punto Franco) ponendo la questione in termini concreti: “C’è un’emergenza reale legata a furti e insicurezza. Trieste dovrebbe seguire l’esempio di Udine?”.

Altin: “Misure limitate e teatrali, serve prevenzione sociale”

Paolo Altin è partito in quarta: “Le zone rosse possono apparire utili, ma non risolvono il problema alla radice. Lo stesso assessore De Gavardo ha dichiarato che, su 686 controlli, solo cinque hanno portato a degli allontanamenti, e per casi di ubriachezza. La sproporzione è evidente”.

Altin ha criticato l’approccio troppo repressivo: “Non basta militarizzare la città, serve un piano ampio, fatto anche di politiche educative e sociali. Altrimenti si ottiene solo un effetto-vetrina. Dobbiamo affrontare la questione a 360 gradi”.

Altin ha poi rilanciato la proposta del vigile di quartiere, estendendola a un presidio interforze: “Può essere un carabiniere, un poliziotto, l’importante è un presidio costante e visibile nei rioni, non solo repressione spot”.

Medau: “Altro che spot, servono deterrenti veri. Zone rosse e telecamere funzionano”

La replica di Marcelo Medau non si è fatta attendere: “Mi fa piacere che a Udine, governata dal centrosinistra, la misura sia stata prorogata. Questo dimostra che le zone rosse non sono né di destra né di sinistra, ma strumenti concreti per aumentare la sicurezza”.

Secondo Medau, serve pragmatismo: “Aumentare del 20% la videosorveglianza è una misura ottima e deterrente. Nessuno ha la verità in tasca, ma questa amministrazione collabora con le forze dell’ordine e fa tutto il possibile”.

Medau ha anche lodato l’operato dell’assessore De Gavardo: “È molto attenta anche sul fronte della prevenzione nelle scuole, dove porta le forze dell’ordine a contatto coi giovani. Si sta facendo molto”.

Altin: “La sicurezza è anche percezione. E la città ha paura”

Altin ha insistito sull’importanza del clima sociale: “Anche la percezione dell’insicurezza è un problema reale. Se un cittadino rinuncia a passeggiare la sera per timore, la città perde. È una sconfitta per tutti”.

Poi la stoccata politica: “Il centrodestra governa Trieste e la Regione da anni. Se oggi viviamo questa situazione, non può sempre dare la colpa ad altri. Non è più tempo di slogan”.

Medau: “No al buonismo del centrosinistra. Gli stranieri sono la causa della microcriminalità”

Medau ha ribattuto con fermezza: “La microcriminalità che colpisce Trieste è in gran parte commessa da stranieri. E proprio il centrosinistra ha proposto un emendamento da 450.000 euro per aumentare le case d’accoglienza. Così non si risolve nulla”.

Poi il colpo finale: “Se la città fosse in mano al centrosinistra, saremmo affossati. Il loro finto buonismo è un pericolo per la sicurezza reale. Noi agiamo, loro parlano”.

Viviani: “La legge permette poco. Ma la percezione conta”

Francesco Viviani ha offerto una riflessione trasversale: “La gestione dell’ordine pubblico è complessa. Le zone rosse sono servite per aumentare il coordinamento tra le forze dell’ordine. Ma non basta”.

Viviani ha raccontato anche un episodio personale: 'Un mio conoscente abita in via Matteotti. Il sabato sera ci sono zone in cui non ti senti più sicuro a camminare. Questo è un fatto. Non possiamo ignorarlo”.

Poi un invito all’onestà: “La legislazione oggi non permette grandi margini d’intervento. Le forze dell’ordine fanno il massimo. Ma serve più collaborazione e più chiarezza”.

Una conclusione senza tregua: la sicurezza divide ancora

Il confronto si è chiuso con una constatazione comune: la sicurezza è un tema che spacca, divide, ma riguarda tutti. Medau e Altin hanno mostrato visioni radicalmente diverse, ma entrambe legate a un dato: i cittadini vogliono risposte e soluzioni.

Sarà la politica locale a trovare un equilibrio tra controllo, educazione e convivenza? Di certo, come ha detto Viviani, “non basta vedere divise in strada per sentirsi al sicuro. Bisogna cambiare il clima della città”.

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