Accoglienza, attacco di Grizon: “ICS pontifica e contesta il Comune, così non è compatibile con il ruolo”
Scoppia un nuovo fronte politico sul tema dell’accoglienza a Trieste. Con un comunicato diffuso nelle ultime ore, Claudio Grizon, già assessore alle politiche sociali della Provincia di Trieste ed esponente di Forza Italia, interviene duramente dopo le dichiarazioni attribuite al presidente dell’ICS Ufficio Rifugiati Onlus comparse, nei giorni scorsi, sulla pagina Facebook dell’associazione.
Nel mirino di Grizon c’è il ruolo dell’ICS nella gestione dei servizi di accoglienza e, soprattutto, la presunta “deriva politica” della struttura.
“ICS fa politica”: l’attacco e il nodo dei fondi pubblici
Nel testo Grizon contesta in modo frontale la postura pubblica del presidente dell’associazione, accusandolo di adottare toni “spocchiosi e saccenti” e di utilizzare la visibilità mediatica per assumere posizioni politicamente rilevanti.
Secondo l’ex assessore, l’ICS riceverebbe risorse pubbliche per gestire i servizi di accoglienza e, proprio per questo, non dovrebbe trasformarsi in un soggetto che “critica pubbliche amministrazioni e governo” o che, a suo dire, si pone come censore dell’operato istituzionale.
Grizon arriva a sostenere che un soggetto che gestisce servizi pubblici non dovrebbe assumere un ruolo di contestazione verso il committente, soprattutto in un ambito delicato come quello delle persone fragili.
“I posti sono aumentati, oggi quasi 250”: i numeri citati nel comunicato
Il comunicato richiama anche dati numerici. Grizon afferma che negli ultimi anni il Comune avrebbe aumentato i posti di accoglienza da 50 a quasi 250 e che le risorse dedicate “arriverebbero a quasi 3 milioni”.
Nel ragionamento proposto, questo incremento avrebbe evitato che un numero ancora più alto di persone rimanesse in strada. Da qui l’accusa verso ICS di adottare una “filosofia negativa”, ovvero concentrarsi sempre su ciò che manca senza valorizzare l’incremento realizzato.
Il passaggio chiave: “Il Comune ha in carico 20mila fragilità”
Un altro punto centrale della nota insiste sul perimetro di competenze: Grizon sottolinea che il Comune non può occuparsi esclusivamente di “100 o 200 persone”, perché avrebbe in carico un bacino molto più ampio di cittadini fragili, quantificato nello stesso testo in 20.000 casi.
Nel comunicato si ribadisce inoltre che l’immigrazione e l’accoglienza dei richiedenti asilo sarebbero un tema di competenza della Prefettura, mentre il Comune si muoverebbe sul fronte del welfare e delle fragilità sociali.
La richiesta: verifica della Prefettura e cambio di modello
Il comunicato culmina con una richiesta netta: Grizon invoca un’azione del Governo tramite la Prefettura per valutare se l’atteggiamento di ICS sia compatibile con il ruolo svolto e propone di sollevare l’organizzazione dai compiti ottenuti attraverso bandi e convenzioni.
Per superare quello che definisce uno “scempio” che andrebbe avanti da anni, propone un cambio radicale di governance: la costituzione di una società pubblico-privata controllata da soggetti istituzionali (nel testo vengono citati Regione, Comuni, Ater) e affiancata da uno o più soggetti del privato sociale. Obiettivo dichiarato: garantire un sistema “serio, super partes, efficiente e trasparente”.
Uno scontro che riaccende il dibattito politico triestino su un tema già altamente divisivo, dove ogni parola pesa e ogni posizione finisce per trasformarsi in campo di battaglia.