Luca Zini: “Back to 2000 va fortissimo anche coi ventenni, generazione Z non ascolta solo trap” (VIDEO)
Nel corso della diretta serale di Trieste Cafe il racconto delle serate di Mashup si trasforma in una riflessione più ampia sul rapporto tra musica e generazioni. Il punto di partenza è il successo del format Back to 2000, definito da “Zini” tra i più forti della stagione, ma il confronto si allarga rapidamente grazie a una domanda posta da “Rebek”, che mette al centro il futuro delle serate cosiddette “nostalgia” e il possibile parallelo con il mondo delle balere.
Il successo di Back to 2000 come punto di svolta
La discussione prende forma quando “Rebek” riprende un passaggio già citato in precedenza in diretta: Back to 2000 viene indicato come uno dei format che stanno funzionando meglio. “Zini” aveva parlato apertamente di una delle “serate migliori della stagione” per afflusso e partecipazione, sottolineando come il pubblico fosse numeroso e coinvolto.
Proprio questo dato apre una domanda più profonda: perché un format costruito su musica dei primi anni Duemila riesce ad attrarre in modo così evidente anche un pubblico molto giovane?
La domanda di Rebek: “La musica anni ’80 sarà la balera del futuro?”
È “Rebek” a porre il quesito in modo diretto, collegandolo a un ragionamento generazionale. In diretta spiega che la riflessione nasce dal confronto con il mondo delle balere e del ballo liscio, luoghi storicamente frequentati da una fascia d’età più avanzata.
Il ragionamento è lineare: chi aveva vent’anni negli anni ’80 oggi ha superato i sessanta, e in futuro potrebbe rappresentare quella fascia di pubblico che oggi frequenta le balere. Da qui la domanda rivolta a “Zini”: la musica anni ’80 e ’90 diventerà la “balera del futuro”? Le balere tradizionali sono destinate a sparire o a essere sostituite da nuove forme di intrattenimento legate alla nostalgia musicale?
La risposta di Zini: “Non riuscivo a darmi una spiegazione”
“Zini” accoglie la domanda chiarendo di essersi posto lui stesso un interrogativo simile osservando il successo di Back to 2000. In diretta racconta che, vedendo quanto il format funzionasse, si è chiesto il perché senza trovare subito una risposta.
Il punto che lo sorprende di più riguarda il pubblico: Mashup si rivolge prevalentemente a una fascia giovane e questo rende ancora più interessante il fenomeno. “Zini” lo dice apertamente: lui, nato nel 1991, riesce a comprendere l’attrazione per quella musica, ma si domanda cosa spinga un ventenne ad appassionarsi a canzoni uscite prima della sua adolescenza.
Il confronto con i clienti: musica ascoltata anche dai più giovani
La riflessione di “Zini” si basa però su un dato osservato direttamente parlando con il pubblico. In diretta racconta di aver dialogato con molti giovani e di aver notato come quelle canzoni vengano ascoltate anche da ragazzi molto più giovani.
La spiegazione resta volutamente prudente e aderente alle parole pronunciate: “Zini” dice che forse si tratta semplicemente di brani “molto belli”, oppure ammette di non riuscire a spiegarsi fino in fondo il motivo. Il punto, però, è chiaro: la musica dei primi anni Duemila continua a essere apprezzata anche da chi non l’ha vissuta in prima persona.
“La generazione Z non ascolta solo trap”
Nel passaggio successivo “Zini” amplia il concetto, smontando un luogo comune spesso ricorrente. In diretta afferma che la generazione Z non ascolta esclusivamente trap o i rapper contemporanei, come spesso si sente dire, ma mostra interesse anche per la musica di periodi precedenti.
È una constatazione che nasce dall’esperienza diretta con il pubblico delle serate Mashup e che contribuisce a spiegare il successo di format come Back to 2000, capaci di mettere insieme fasce d’età diverse sulla stessa pista.
La prudenza sul futuro: “Stiamo guardando troppo in là”
Tornando alla domanda iniziale di “Rebek” sul futuro delle balere, “Zini” non esclude alcuno scenario, ma invita alla cautela. In diretta riconosce che un’evoluzione di quel tipo potrebbe anche avvenire, ma sottolinea che si tratta di una proiezione molto lontana nel tempo e difficile da definire con certezza.
Il confronto resta quindi aperto, senza conclusioni definitive, coerentemente con il tono della discussione.
L’annuncio concreto: possibile test “Remember 90”
Dalla riflessione teorica si passa però a un elemento concreto. “Zini” annuncia che, molto probabilmente, l’ultima serata di gennaio sarà dedicata a un format “Remember 90”. Lo spiega come un possibile test, pensato per tornare ancora più indietro rispetto a Back to 2000 e per verificare se anche quel repertorio possa funzionare allo stesso modo.
L’obiettivo, come chiarito in diretta, è distinguere nettamente i format e osservare la risposta del pubblico, senza sovrapposizioni.
Back to 2000 come punto di incontro tra generazioni
Nel finale “Zini” torna su un aspetto che considera centrale: durante le serate Back to 2000 si crea un pubblico misto, dove ventenni e trentenni convivono e si divertono insieme. È una dinamica che, secondo quanto raccontato in diretta, non si verifica con la stessa facilità in altri contesti e che rappresenta uno dei punti di forza del format.
La discussione si chiude così, tra domande aperte sul futuro e scelte concrete sul presente, con Mashup pronta a sperimentare ancora, partendo sempre dall’osservazione diretta del proprio pubblico.
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