Caso Resinovich: Claudio Sterpin deciso e determinato, vuole scrivere a Nordio
Claudio Sterpin, l'amico del cuore delle 63enne trovata cadavere il 5 gennaio 2022, non arretra dalle sue posizioni in merito alla morte di Liliana Redsinovich. Lui alla tesi del suicidio della donna non crede e non ha mai creduto. Cosi' ha consegnato nelle mani della procura "i risultati di accertamenti che una persona che ho conosciuto e della quale per ora preferisco non rendere nota l'identita', ha effettuato sul materiale che e' agli atti e ormai disponibile, in particolare su una fotografia di Liliana scattata dopo il ritrovamento del corpo". Lo rivela oggi il quotidiano Il Piccolo di Trieste. L'ex maratoneta, inoltre, che ripone peraltro "fiducia nell'operato della procura, che tra qualche mese, dopo i risultati degli ultimi accertamenti che si stanno eseguendo, dovra' prendere una decisione", valuta anche un'altra iniziativa. "Intendo scrivere al presidente della Repubblica e al ministro della Giustizia per chiedere l'avvio delle verifiche sull'operato delle procura nei primi anni di indagine". Sterpin, scrive il quotidiano di Trieste, sostiene di non riuscire a darsi pace "per gli anni che sono stati persi nelle indagini, con noi persone che volevamo bene a Liliana che per il fatto di esserci mobilitati in ogni modo per fornire dei contributi, tenendo anche viva l'attenzione su questa vicenda, siamo stati classificati come organizzatori di un circo mediatico". E conferma la sua volonta' "di continuare a dare un contributo alla verita'". (AGI)Ts1/Lil