Giacomelli: “Sgomberi ok, ma qui arrivano migranti anche da Francia e Germania, perché proprio noi?”
Non solo un’operazione di ordine pubblico, ma un passaggio che, secondo Claudio Giacomelli, va letto anche come segnale politico e come momento di svolta. Il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale interviene sul nuovo sgombero avvenuto nell’area di Porto Vecchio, definendolo senza mezzi termini “una buona notizia” e inquadrandolo come una misura che, a suo dire, deve continuare con metodo e continuità.
Per Giacomelli, infatti, questi interventi non sono episodi isolati, ma azioni necessarie che “si fanno periodicamente” e che devono seguire una rotta precisa, in grado di incidere davvero sul problema.
“Chiudere tutti i magazzini, uno alla volta”: la prima direttrice
Il primo punto sottolineato dall’esponente di FdI è operativo e immediato: ogni sgombero deve portare con sé la chiusura degli spazi occupati.
Giacomelli parla di un percorso chiaro e scandito: man mano che si interviene, bisogna “chiudere tutti i magazzini, uno alla volta”, evitando che l’area torni a essere terreno di nuovi insediamenti temporanei. Una strategia che punta, quindi, a ridurre le possibilità di utilizzo dei capannoni come rifugio, trasformando lo sgombero in qualcosa di più stabile e strutturale.
La seconda direttrice: “Studiare la situazione” e capire il perché di Trieste
Ma è soprattutto sulla seconda direttrice che Giacomelli spinge con forza: capire cosa sta accadendo e perché il fenomeno continui a ripresentarsi.
Secondo il capogruppo regionale, infatti, sempre più spesso si parla di migranti che dormono nel Porto Vecchio, ma non si tratterebbe necessariamente di persone legate a un passaggio diretto dalla frontiera triestina.
Ed è qui che Giacomelli mette l’accento su un elemento che definisce centrale: non sarebbero tutti casi “locali”, né collegati alle competenze e ai flussi tipici della città.
“Non hanno fatto richiesta d’asilo a Trieste”: la denuncia sulle provenienze
Nella sua dichiarazione, Giacomelli insiste su un concetto preciso: molte delle persone individuate in quell’area non avrebbero presentato domanda d’asilo a Trieste e, in alcuni casi, non sarebbero nemmeno passate dai confini del territorio.
Il capogruppo di Fratelli d’Italia parla di arrivi da altre zone d’Italia, da altre aree della regione e persino da altri Paesi europei. Un passaggio che alza il tono politico della questione e la proietta su un piano più ampio, non limitato alla gestione cittadina.
“Trovati migranti provenienti dalla Germania e dalla Francia”: l’interrogativo
Nel ragionamento di Giacomelli entra anche un dato che, dal suo punto di vista, dovrebbe far riflettere: citando articoli di stampa nazionale, segnala che sarebbero stati trovati a Trieste migranti arrivati addirittura dalla Germania e dalla Francia.
Un dettaglio che, nella lettura proposta dall’esponente di FdI, apre un quesito netto: per arrivare dalla Francia a Trieste bisogna attraversare tutto il Nord Italia.
E quindi, domanda Giacomelli, perché vengono proprio qui?
Lo scontro politico: “Perché il centrosinistra dà colpa al sindaco?”
Il commento si chiude con una stoccata diretta al centrosinistra. Giacomelli contesta apertamente l’impostazione delle critiche rivolte all’amministrazione comunale e al sindaco, sostenendo che, se il fenomeno ha dimensioni più ampie e provenienze diverse, allora attribuire la responsabilità unicamente al primo cittadino diventerebbe una semplificazione.
Da qui la domanda finale, formulata in modo polemico e frontale: “Perché il centrosinistra dà colpa al sindaco di questo?”
Una frase che fotografa il clima politico attorno alla questione Porto Vecchio: non più soltanto emergenza e gestione, ma terreno di scontro duro, con letture opposte su competenze, responsabilità e soluzioni.