venerdì 24 luglio 2026
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Presentato il nuovo Porto Vecchio: bosco urbano, cabinovia, ristoranti, musei e tanto verde (FOTO)

Luca Marsi·
Nella Sala Luttazzi del Magazzino 26 in Porto Vecchio, si è tenuta oggi la presentazione del progetto architettonico del nuovo grande attrattore culturale transfrontaliero di Trieste, ad opera dell’architetto Guillermo Vazquez Consuegra. Sono intervenuti il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, gli assessori alla Cultura Giorgio Rossi e ai Lavori Pubblici Elisa Lodi, Giulio Bernetti, direttore di dipartimento comunale Territorio, economia, ambiente e mobilità, il progettista Consuegra, Lucia Iammarino, direttore del Servizio di Edilizia Pubblica comunale con l'arch. Paolo Ricci e Patrizia Fasolato dei Musei Scientifici. E' un momento straordinario per gli investimenti a vantaggio dell'economia e della ripresa nel complesso della nostra città - ha detto il Sindaco Roberto Dipiazza nell'introdurre il convegno – L'importante progetto di Consuegra consentirà di realizzare un grande museo di altissimo livello qualitativo in grado di incrementare i flussi di turisti. Grazie agli investitori che arrivano numerosi stanno per partire i lavori in piazza Vittorio Veneto e ulteriori investimenti si concretizzeranno nel breve periodo". “Il Porto Vecchio è il punto focale di riferimento della nostra città – ha affermato l’assessore Lodi – e il Magazzino 26 con questo nuovo progetto, di cui ringrazio tutto il mio staff dei Lavori Pubblici e tutti coloro che vi hanno collaborato, si potrà senz’altro incrementare a livello culturale e scientifico, accanto al Centro Congressi, l’offerta museale a Trieste”. “Questo progetto rappresenta una realtà di grande prospettiva – ha evidenziato l’assessore Rossi – che ha avuto inizio quattro anni e mezzo fa con la sdemanializzazione e il finanziamento di 50 milioni da parte del Ministero dei Beni Culturali ci ha dettato gli impegni per realizzare un “grande attrattore transfrontaliero” al Magazzino 26, già oggetto d’attenzione di Italia Nostra e della dott. Caroli, di recente salita alla presidenza. Contiamo perciò, grazie a questo nuovo contenitore di raddoppiare le presenze di visitatori registrate prima della pandemia che toccavano il milione. L’augurio è che l’importante lavoro dia un significato alla prospettiva di una città che si pone in un contesto centrale per cultura, scienza ed economia”. Giulio Bernetti ha quindi illustrato attraverso le slides l’ampiezza e la portata di un progetto che non è avulso dal resto dell’area di Porto Vecchio nel suo sviluppo (vedi prospetti allegati) con particolare riferimento al MuMa (Museo del Mare) con 159 milioni di interventi. La Variante Urbanistica e i 4 sistemi, gli immobili da non alienare, le Reti tecnologiche, servizi e viabilità per 15 milioni di euro, il sito inquinato, il Bosco e il Viale del progetto, per oltre 40 milioni di euro, il Centro Congressi e la Cabinovia per 66, 5 milioni di euro. L’architetto spagnolo Guillermo Consuegra ha illustrato a grandi linee il progetto partendo da altri opere da lui realizzate in Spagna e altri Paesi, tra i quali il Museo dell’Illustrazione a Valencia (2001) e il Museo Nazionale di Archeologia Subacquea a Cartagena (2008) che rappresenta un significativo sviluppo dell'intera zona portuale. Tra alcune delle sue opere principali troviamo i progetti di abitazioni popolari realizzati a Siviglia, Cadice e Rota tra il 1987 e il 2004; il Museo del Mare di Genova (2004); il Padiglione della Navigazione per l'Expo '92 sempre a Siviglia; la serie di interventi urbani sul lungomare di Vigo (1997-2004); il pluripremiato restauro del Palazzo di San Telmo per la sede presidenziale del governo dell'Andalusia (2010); il Centro Congressi di Siviglia (2012). Molti gli interventi museali negli anni Duemila, tra i quali il Museo dell’Illustrazione a Valencia (2001), e con particolare riferimento alla filosofia che accompagna i suoi progetti: “si deve partire dalla residenza, vera struttura della città europea e continuare con gli spazi pubblici per trasformare i vuoti in luoghi dove la gente si riconosca e riconosca il proprio status di cittadino. Non più effetti speciali ma un luogo dove si sedimenti la memoria”. Da diversi decenni il maestro andaluso ha dispiegato il suo talento in svariati contesti geografici: Siviglia, Vigo, Genova, Cartagena o Valencia sono alcuni degli scenari urbani per la sua architettura più fortemente impegnata con la dimensione pubblica, interessata a costruire città prima che forma, spazio per la società prima che icone. Questo specifico carattere attraversa tutte le sue realizzazioni. C’è la volontà di definire uno spazio urbano usufruibile dal pubblico – ha spiegato Consuegra - recuperando la memoria storica e la delicata costruzione di tessuti che legano il nuovo all’antico, dimostrando la naturale propensione a dialogare con il patrimonio e a saper plasmare il personale repertorio architettonico e costruttivo a favore di una contemporaneità discreta e originale. Oltre alla straordinaria opportunità di utilizzare il progetto come pretesto per l’invenzione di nuovi dispositivi socio-spaziali che diano continuità e complementarietà: “Aggiungere cose alle cose”, come ad esempio l’elemento elicoidale presente nel progetto e, attraverso una terza via, alla trasformazione e alla costruzione di una nuova totalità architettonica, facendo menzione ad alcuni aspetti del progetto, al bookshop, alle terrazze, alle grandi vetrate, alla biblioteca con la parte espositiva, al ristorante, alla scala elicoidale, al lucernario per far entrare i raggi solari. Gli alberi che faranno da cornice all’edificio, ha detto infine Cosuegra, saranno gli elementi ambientali del contesto naturale che si apre verso il mare

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