Trieste, boom della videosorveglianza: «Telecamere aumentate tra il 35 e il 40% rispetto al 2023» (VIDEO)
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La rete di videosorveglianza di Trieste è cresciuta tra il 35 e il 40% rispetto al 2023, con nuovi interventi che hanno interessato sia il centro sia rioni precedentemente meno coperti. È uno dei dati più significativi forniti dall'assessore comunale alla Sicurezza Caterina De Gavardo durante la diretta condotta da Luca Marsi.
Le tre funzioni delle telecamere
De Gavardo ha individuato tre funzioni principali della videosorveglianza cittadina: prevenire attraverso la deterrenza, contribuire alle indagini e consentire un intervento tempestivo nelle emergenze.
Le telecamere «servono sia come deterrente, anche nelle indagini, quindi per individuare poi i responsabili, ma poi servono anche da un terzo punto di vista, cioè per intervenire nell'immediatezza in caso di emergenza».
«Hanno una triplice funzione», ha sintetizzato l'assessore, sottolineando come per amministrazione e Polizia locale rappresentino uno strumento considerato particolarmente utile.
Le immagini disponibili anche alla Questura
Un passaggio importante riguarda la collaborazione tra le diverse forze impegnate sul territorio.
«Più o meno un mese fa abbiamo reso visibile tutta la nostra videosorveglianza anche agli uffici della Questura», ha annunciato De Gavardo.
Una condivisione che, secondo l'assessore, agevola sia la collaborazione sia il lavoro operativo e gli interventi nelle situazioni di emergenza.
Dal 2023 crescita fino al 40%
È sul dato complessivo che emerge la dimensione dell'investimento effettuato negli ultimi anni.
«La videosorveglianza è stato un argomento su cui abbiamo investito tanto, tantissimo, specie negli ultimi tre anni. Gli incrementi di videosorveglianza sono stati notevoli: ci aggiriamo tra il 35 e il 40% ad oggi di videosorveglianza in più rispetto al 2023».
L'espansione non si è concentrata esclusivamente nel cuore cittadino.
«Siamo andati a coprire rioni che prima erano direi poco coperti, come ad esempio Roiano, a incrementarla in zone centrali, penso alle Rive, a piazza Libertà».
Tecnologia e rapporto con i cittadini
Per De Gavardo le telecamere, tuttavia, non possono rappresentare l'unico strumento per garantire maggiore sicurezza.
La videosorveglianza si affianca infatti alla presenza fisica sul territorio e a iniziative come “Rioni sicuri”, basate sulla collaborazione e sul confronto continuo con i cittadini.
Tecnologia e presenza umana diventano così due elementi complementari della strategia sulla sicurezza cittadina.
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