Trieste, Let’s Move cresce ancora: 3 palchi, oltre 100 ore di attività gratuite e già 4mila iscritti (VIDEO)

Let’s Move Trieste torna nel weekend con una seconda edizione decisamente più grande della prima: un giorno in più, tre palchi, 30 trainer, oltre cento ore di classi gratuite, nuove discipline da provare e più di 4mila iscritti già registrati a pochi giorni dall'apertura. Il festival dello sport e del benessere organizzato da Creativa si prepara così a trasformare nuovamente l'area del Generali Convention Center di Porto Vecchio-Porto Vivo in un grande villaggio aperto alla città.
A raccontare numeri, novità e ambizioni dell'edizione 2026 sono stati Luca Antonini e Ilaria Fantini di Creativa, ospiti della diretta condotta da Luca Marsi insieme all'opinionista Stefano Rebek.
Una seconda edizione molto più grande
Il salto di qualità rispetto al debutto dello scorso anno è evidente già nelle dimensioni della manifestazione.
«Si è ingrandito sia come spazi sia come durata», ha spiegato Antonini. «C'è un giorno in più rispetto allo scorso anno e c'è un palco in più. L'anno scorso i palchi erano due, quest'anno sono tre. Ci sono tantissime attività in più, tanti istruttori e trainer in più e tantissime esperienze in più».
Una crescita che arriva dopo il successo della prima edizione e che porta con sé anche una pressione diversa per gli organizzatori.
Fantini non lo ha nascosto: «Per questa che sta arrivando, ansia alle stelle perché le aspettative sono alte. Quindi bisogna confrontarsi con quella che è stata l'edizione precedente e fare meglio».
Una filosofia che ha sintetizzato con una frase netta: «O si fa sempre meglio o bisogna stare a casa».
Tre palchi, 30 trainer e oltre cento ore gratuite
I numeri forniti durante la diretta danno la misura del festival.
«Sono tre palchi, uno esterno e due interni. Sono 30 trainer. Sono più di 100 ore di classi gratuite», ha spiegato Antonini.
A queste si affiancano challenge, attività sportive, esperienze e appuntamenti destinati a pubblici molto diversi.
Tra i momenti più attesi torna la Fluo Night Run, corsa di cinque chilometri attraverso Porto Vecchio-Porto Vivo accompagnata da un dj. Antonini ha annunciato che le iscrizioni hanno già superato quota 600 e continuano a crescere con l'avvicinarsi dell'evento.
In programma anche la Family Run con Trieste Atletica, il cui ricavato, secondo quanto spiegato durante la trasmissione, sarà destinato ai bambini del Danubio.
Ma il dato forse più significativo riguarda l'adesione complessiva: «Per adesso abbiamo superato i 4.000 iscritti», ha annunciato Antonini.
Dal golf al calisthenics, fino all'arrampicata
Let’s Move non sarà soltanto palestra e fitness. La seconda edizione punta fortemente sulla possibilità di sperimentare attività che molti cittadini difficilmente avrebbero occasione di provare durante l'anno.
Tra le novità citate da Antonini ci sono il golf, la pesistica con la presenza della Federazione Italiana, il calisthenics e un potenziamento delle vasche dedicate all'ice bath, una delle esperienze che aveva suscitato maggiore curiosità nella prima edizione.
Torneranno inoltre i tessuti aerei e la parete di arrampicata, pensata sia per gli adulti sia per i bambini.
Ci sarà poi un'area tatami, il karate e persino le spade laser.
Polizia di Stato, difesa personale e sicurezza
Una parte significativa del programma sarà dedicata anche alla sicurezza e alla prevenzione.
Fantini ha annunciato la presenza di uno stand della Polizia di Stato, con alcuni mezzi e appuntamenti dedicati a temi come cyberbullismo e problematiche alimentari.
Prevista inoltre una dimostrazione sulla parete di roccia con gli scalatori e approfondimenti sulla sicurezza in montagna.
Particolare attenzione anche alla difesa personale. «La Polizia di Stato terrà due lezioni di difesa personale», ha spiegato Fantini, sottolineando come possano rappresentare un'opportunità particolarmente interessante anche per le ragazze.
Porto Vivo come simbolo della Trieste che cambia
La scelta di tornare nel Porto Vecchio non è casuale.
Per Fantini quello spazio «rappresenta il futuro». È già frequentato da chi corre, si allena e pratica attività all'aperto, ma soprattutto rappresenta la proiezione di un nuovo pezzo di città.
«È un nuovo quartiere, quello che diventerà un nuovo quartiere della città. È il momento di cominciare già a farlo vivere», ha sottolineato.
Da qui anche il richiamo al nuovo nome Porto Vivo: «Noi siamo abituati a chiamarlo Porto Vecchio. Ma a tutti gli effetti quello diventerà ed è adesso già Porto Vivo e quindi noi gli diamo un po' di fermento, un po' di sprint e finalmente lo animiamo con tante attività».
L'ingresso resta gratuito
Uno dei punti centrali del progetto rimane l'accessibilità.
Antonini ha ricordato che l'ingresso al villaggio è completamente gratuito, una scelta voluta fin dalla nascita del festival per consentire a chiunque di entrare, curiosare e magari provare una disciplina senza alcun impegno.
«Abbiamo voluto dall'inizio un accesso gratuito e aperto alla cittadinanza, a tutti, a chi viene da fuori, per dare la possibilità proprio a chiunque di entrare e di vedere».
Non occorre dunque essere sportivi. Nel villaggio saranno presenti anche food & beverage, musica, dj set e un'area talk.
L'obiettivo delle 5mila presenze è già vicino
L'ambizione iniziale degli organizzatori era superare quota 5mila presenze. Un traguardo che, alla luce delle adesioni raccolte prima ancora dell'apertura, appare sempre più vicino.
«Ci eravamo dati come obiettivo il superare le 5.000 presenze. Lo stiamo già facendo, quindi su questo sono abbastanza tranquilla», ha spiegato Fantini.
Dietro il festival, però, c'è una macchina organizzativa molto più grande di quanto percepirà il pubblico: decine di volontari, trainer, associazioni sportive, palestre, tecnici e un team impegnato da settimane nella preparazione.
Antonini ha sottolineato anche il ruolo delle istituzioni e degli imprenditori che sostengono economicamente il progetto, definendo fondamentale il contributo di Comune, Regione e sponsor.
Il risultato sarà visibile nel weekend, quando Porto Vivo diventerà per tre giorni una grande palestra diffusa, ma anche un luogo d'incontro, spettacolo e socialità.
DI SEGUITO IL VIDEO
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