Trieste, negozi chiusi nel mirino delle ospiti del Pedocin: «Bisogna fare qualcosa» (VIDEO)

Il turismo cresce e porta sempre più persone nel cuore di Trieste, ma contemporaneamente resta forte la preoccupazione per le attività commerciali che hanno chiuso nel corso del tempo.
Il tema è emerso durante la puntata di “Un capo in B” dal Pedocin, dove Brigida, Nunzia, Concetta e Anna, detta Nanni, hanno discusso del presente e del futuro della città insieme a Luca Marsi.
Nanni: «Troppi negozi hanno chiuso»
A sollevare direttamente la questione è stata Nanni.
«L’unica cosa che posso dire è che troppi negozi hanno chiuso», ha osservato.
Una frase breve che ha immediatamente trovato riscontro nel confronto tra le ospiti.
Il punto centrale è il contrasto tra una città sempre più frequentata dai visitatori e la sensazione che alcune vie abbiano perso parte della vitalità commerciale che le caratterizzava in passato.
Concetta: «Dovrebbero fare qualcosa»
Concetta ha espresso una valutazione ancora più severa.
Secondo l’ospite sarebbe necessario «fare qualcosa» per contrastare il problema delle chiusure e rafforzare l’attrattività del centro.
Il commercio viene visto non soltanto come attività economica, ma come elemento essenziale della vita urbana.
Una strada piena di negozi, persone e attività restituisce infatti una percezione completamente diversa rispetto a una zona caratterizzata da numerose serrande abbassate.
Il ricordo delle attività di una volta
La discussione ha riportato Brigida e Nunzia anche ai ricordi di quando la città viveva ritmi commerciali molto differenti.
Parlando dell’esperienza nel mondo dei parrucchieri, sono emerse immagini di negozi pieni e giornate lavorative intensissime, soprattutto nelle occasioni festive.
Brigida ha ricordato come dalla parrucchiera, in prossimità di Capodanno, ci fosse «la fila fino a giù».
Una fotografia di una Trieste commerciale diversa da quella percepita oggi dalle ospiti.
Turismo e commercio devono sostenersi a vicenda
Il confronto non è diventato una critica al turismo.
Al contrario, tutte le ospiti hanno riconosciuto il valore dei visitatori per la città.
Proprio per questo, però, la loro richiesta è quella di sfruttare meglio questa presenza per mantenere vivo il tessuto commerciale.
Una Trieste attraversata da migliaia di persone può rappresentare una grande opportunità per negozi, locali e attività, purché esistano condizioni che permettano loro di restare aperti e competitivi.
Più cultura per animare il centro
Concetta ha collegato il tema del commercio anche alla proposta di organizzare maggiori iniziative culturali nel centro cittadino.
Mostre, eventi e appuntamenti potrebbero contribuire ad attirare persone nelle vie della città e creare un circuito virtuoso tra cultura, turismo e attività economiche.
Dal Pedocin arriva quindi una richiesta che va oltre le singole serrande: rendere Trieste più viva significa intervenire contemporaneamente su commercio, eventi e cultura.
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