Trieste, «Ampliare Barcola per trasformarla in una vera destinazione balneare europea»

Ampliare complessivamente il Lungomare di Barcola, aumentare i servizi alla persona, rafforzare le attività fronte mare e creare le condizioni perché Trieste possa diventare anche una destinazione scelta dalle famiglie per una vera vacanza estiva. È la visione che l’architetto Dino Carini porta avanti dal giugno 2020 e che torna a proporre alla città e a chi ricopre incarichi di responsabilità nel settore pubblico e privato.
Carini parte da una considerazione precisa: Trieste dispone ormai di una vivace economia turistica, fortemente sostenuta anche dal settore crocieristico, ma non avrebbe ancora sviluppato una vera economia legata al turismo balneare.
«Creare le condizioni perché una famiglia scelga Trieste per le ferie estive»
Secondo l’architetto, il salto di qualità dovrebbe passare dalla possibilità di rendere il rapporto tra città e mare ancora più accessibile e fruibile.
L’obiettivo è offrire «a un numero crescente di persone la possibilità di prendere il sole e fare il bagno in un mare a misura anche di bambino», creando così le condizioni basilari affinché una famiglia possa decidere di trascorrere a Trieste non soltanto una breve visita, ma le proprie ferie estive.
Carini richiama infatti il tema della permanenza media dei visitatori, indicata in circa due notti, e immagina una città capace di allungare sensibilmente il soggiorno turistico attraverso una maggiore valorizzazione della propria vocazione marittima.
L’ampliamento del Lungomare come progetto possibile
Per l’architetto, ampliare Barcola non sarebbe un’ipotesi irrealizzabile.
Carini ricorda come la stessa Pineta di Barcola e ampi spazi del Porto Vecchio siano sorti in aree dove precedentemente c’era il mare, utilizzando questi precedenti per sostenere la possibilità di affrontare il tema con una visione urbanistica complessiva.
Il punto centrale della proposta è quindi non limitarsi a singoli interventi, ma immaginare una trasformazione coordinata del rapporto tra Trieste, il suo Lungomare e la mobilità.
Parcheggi multipiano per liberare Barcola e le Rive dalle auto
Nella visione di Carini un ruolo importante dovrebbe essere svolto anche da un nuovo piano della sosta.
L’architetto propone di considerare i parcheggi multipiano come uno strumento capace di ridurre la presenza delle automobili lungo il Lungomare e sulle Rive.
L’obiettivo sarebbe quello di liberare superfici oggi occupate dalla sosta e restituirle alla fruizione delle persone, creando spazi più ampi per cittadini, visitatori, famiglie e attività legate al mare.
Trieste e la sua posizione nel cuore dell’Europa
Carini sottolinea inoltre il potenziale geografico della città.
Trieste si trova a poche ore di automobile da alcune delle aree economicamente più prospere d’Europa e, proprio per questo, potrebbe intercettare una domanda turistica più ampia anche nel settore balneare.
La sua proposta punta quindi a trasformare una delle caratteristiche più amate della città, il rapporto diretto con il mare, in una leva capace di produrre nuovi servizi, maggiore qualità urbana e ulteriori opportunità economiche.
«Da molti anni porto avanti queste idee»
Il progetto, precisa Carini, non nasce oggi. Dal 2020 l’architetto continua infatti a sviluppare e raccontare la propria visione attraverso immagini, riflessioni e proposte.
«Da molti anni porto avanti queste idee attraverso immagini, pensieri e parole. Sono a disposizione per continuare a fare ciò che mi avete visto fare fino ad oggi», conclude.
Un invito rivolto alla città affinché il futuro di Barcola venga affrontato con una prospettiva ampia, mettendo al centro mare, accessibilità, turismo, qualità urbana e spazi restituiti alle persone.
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