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Cronaca

Tolse a indipendentista TLT bandiera durante manifestazione, Dipiazza assolto con formula piena

Luca Marsi·

"Dipiazza assolto.

Spiegazioni semplici per non addetti.
Il 26 ottobre 2019 si tenne in piazza Unità un solenne alzabandiera per commemorare il ritorno di Trieste all’Italia.
In quel contesto, attorniato da vari poliziotti e carabinieri c’era un tale Darko Jermanis, attivista TLT, con una bandiera di Trieste listata a lutto.
Dipiazza non gradì e, nonostante la presenza delle forze dell’Ordine, strappò di mano la bandiera  all’attivista.
Un fatto oggettivo di violenza privata / esercizio arbitrario delle proprie ragioni indiscutibile.
Ha sostenuto la difesa del sindaco (svolta dall’eccellente avv. Borean) che la presenza del sig. Jermanis fosse illecita.
Senza addentrarmi sul punto (comunque non recepito dal Giudice) rammento la liberta di manifestazione del pensiero costituzionalmente garantita, che si scontra tuttavia con l’inopportunità di certe manifestazioni di pensiero in determinati contesti, dove detta libertà tende a confondersi e si trasforma in provocazione (come non ricordare le bandiere palestinesi in Risiera nel giorno della memoria?).
Resta il fatto che, nobile o non nobile il gesto, comprensibile o meno a nessuno è consentito di farsi ragione da se, specie in presenza di chi è istituzionalmente deputato a far rispettare le regole, le forze dell’Ordine.
Questo è bene che lo ricordino tutti ed evitino quindi di emulare il sindaco.
Ma allora perchè Dipiazza è stato assolto da un fatto che oggettivamente costituisce reato?
È stato assolto per la scriminante putativa prevista dall’art. 59 c.p..
Ogni reato contempla un elemento oggettivo (il fatto, qui come abbiamo visto accertato) e un elemento soggettivo (la volontà largamente intesa di commetterlo).
Detta volontà manca, per esempio, sia nel soggetto incapace (ormai l’incapacità la conosciamo bene) sia nel soggetto che erronamente ritiene di esercitare un diritto od un dovere.
Insomma il sindaco è stato assolto per gli stessi principi generali per cui è stato assolto Meran l’assassino dei poliziotti Demenego e Rotta (ma non susciterà analoga indignazione).
La scriminante putativa ha escluso dunque, nel caso, l’elemento soggettivo, ovvero il Giudice ha ritenuto che il sindaco PUR ERRONEAMENTE ha ritenuto di compiere un atto lecito (ove lecito non era).
Trattasi di formula di particolare favor rei, di rara per non dire rarissima applicazione.
Formula che mi ha fatto immediatamente tornare in mente l’esecuzione del terrorista Pietro Maria Greco da parte della Digos.
Era il 9 marzo 1985 a Trieste, quando la Digos si appostò fuori della casa del Greco per arrestarlo.
Quando scese, fu crivellato da una dozzina di colpi, petto e schiena inclusi, nell’androne dello stabile.
Greco era disarmato.
La difesa sostenne ed ottenne l’applicazione della legittima difesa putativa (pur con l’eccesso colposo di essa), ovvero i poliziotti agirono nell’erronea convinzione che il Greco fosse armato e quindi per legittima difesa.
Siccome peró esagerarono nella difesa furono comunque condannati a otto mesi di reclusione con la condizionale.
Se non avessero esagerato, sarebbero stati assolti.
Complicata talvolta la legge, vero?".
 
A riferirlo l'avvocato Alberto Kostoris.

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