Roberti difende la sospensione di Schengen: “Numeri dimostrano che i controlli funzionano” (VIDEO)

L'immigrazione lungo la rotta balcanica e il controllo delle frontiere rappresentano uno dei temi più delicati per il Friuli Venezia Giulia. Nel corso della diretta di Trieste Cafe, l'assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti ha ribadito con chiarezza la posizione della Regione, sostenendo la necessità di mantenere strumenti di controllo efficaci lungo il confine orientale.
I numeri citati dall'assessore
Roberti ha ricordato come nel 2023 siano arrivati in Friuli Venezia Giulia circa 20 mila immigrati irregolari attraverso la rotta balcanica. Secondo quanto illustrato durante l'intervista, l'anno successivo, dopo la sospensione di Schengen, il numero si sarebbe ridotto a circa 10 mila persone, per poi scendere ulteriormente nel 2025 a circa 9 mila.
Per l'assessore si tratta di un segnale che dimostrerebbe l'efficacia dello strumento dei controlli ai confini. Allo stesso tempo ha precisato che, a suo giudizio, si tratta comunque di numeri ancora troppo elevati.
L'idea di spostare più avanti la linea di controllo
Nel ragionamento sviluppato da Roberti emerge anche una prospettiva più ampia sul controllo delle frontiere. L'assessore ha infatti indicato come possibile sviluppo futuro un rafforzamento delle pattuglie miste non soltanto lungo il confine tra Italia e Slovenia, ma anche lungo la frontiera tra Slovenia e Croazia.
Secondo la sua visione, anticipare i controlli consentirebbe di intercettare i flussi prima del loro ingresso sul territorio nazionale, rafforzando ulteriormente la capacità di presidio dell'area.
Un tema che resta centrale nel dibattito regionale
L'intervento di Roberti conferma come il tema dei flussi migratori continui a occupare un ruolo centrale nell'agenda politica regionale. Sicurezza, gestione delle frontiere e controllo degli ingressi restano infatti argomenti che incidono direttamente sulla percezione dei cittadini e sulle strategie adottate dalle istituzioni.
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