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Cronaca

Il sogno di un triestino su piazza Libertà: “Più vita, chioschi e una piazza curata”

Luca Marsi·
Il sogno di un triestino su piazza Libertà: “Più vita, chioschi e una piazza curata”

Un sogno, semplice ma potente, che racconta più di tante analisi. È quello condiviso da un cittadino triestino, che immagina una città diversa, più curata, più viva e forse più vicina a ciò che molti desiderano.

Un arrivo in città che cambia prospettiva

Nel racconto, tutto inizia con un arrivo in treno. Pochi passi e ci si ritrova in piazza Libertà, uno dei primi biglietti da visita della città. Ma ciò che appare è diverso dalla realtà quotidiana.

Attorno al monumento di Sissi, nessuna situazione di degrado, ma ordine e rispetto. Uno spazio restituito alla città e ai cittadini.

Chioschi locali e servizi per i turisti

La piazza prende vita con una serie di chioschi in muratura, gestiti da commercianti locali: frutta, verdura, prodotti per la casa. Un piccolo mercato urbano, senza eccessi, senza alcol, ma con un’anima concreta e quotidiana.

Accanto a questo, un punto informativo del Comune dedicato ai turisti, pensato per accogliere e orientare chi arriva in città.

Presenza e normalità

Nel sogno, anche la presenza delle istituzioni appare diversa: un vigile in divisa che dialoga serenamente con due pensionati, simbolo di una città presidiata ma anche umana, vicina alle persone.

Un’immagine di normalità che restituisce sicurezza senza rigidità.

“Poi mi sono svegliato”

Il racconto si chiude con una frase amara ma significativa: “poi mi sono svegliato”. Un ritorno alla realtà che lascia spazio a una riflessione più ampia su cosa potrebbe diventare Trieste.

Non una rivoluzione, ma piccoli cambiamenti capaci di restituire dignità, ordine e vivibilità a uno dei luoghi più simbolici della città.

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