Usa: falciò 8 ciclisti a Manhattan, rischia la pena di morte
L'uomo che nel 2017 travolse e uccise otto ciclisti lungo l'Hudson River, a Manhattan, in quello che apparve subito come un atto terroristico, e' stato ritenuto colpevole di tutti e otto i campi di imputazione per omicidio volontario. La decisione presa dalla corte di Manhattan riguarda Sayfullo Saipov, 34 anni, uzbeko. L'accusa ha definito l'attentato come il piu' grave atto terroristico compiuto a New York dai tempi dell'attentato alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001. Saipov piombo' con un furgone in una zona pedonale, travolgendo otto persone, tra cui sei turisti, uno arrivato dal Belgio e cinque dall'Argentina. L'imputato rischia la condanna a morte. Il suo caso e' destinato a suscitare un ampio dibattito perche' New York e' considerata una citta' liberale, contraria alla pena capitale, e lo stesso presidente degli Stati Uniti Joe Biden si e' schierato contro la pena di morte. Ma l'accusa e' convinta che Saipov meriti di essere giustiziato. Dopo aver deciso la colpevolezza, ai dodici giurati verra' chiesto se raccomandano l'ergastolo o la pena di morte. Servira' l'unanimita'. (AGI)Nwy/Ven
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