Trieste e il turismo serale, Ricky Ottolino: "Molti visitatori chiedono dove andare dopo mezzanotte" (VIDEO)

L'immagine che più colpisce Ricky Ottolino è quella dei turisti che arrivano davanti alla console proprio quando la musica è appena terminata. Un episodio che, racconta il dj durante la trasmissione "Un capo in B con..." condotta da Luca Marsi, si ripete spesso nelle serate estive e che rappresenta, a suo giudizio, uno dei limiti della movida triestina.
Quando la musica si ferma proprio sul più bello
Per Ricky Ottolino la scena è ormai diventata familiare.
La serata termina nel rispetto degli orari previsti e, pochi minuti dopo lo spegnimento della musica, arrivano gruppi di turisti pronti a vivere la notte triestina.
La domanda è quasi sempre la stessa: perché la musica è già finita? Cosa si può fare adesso?
Secondo il dj è uno dei momenti che gli provoca maggiore dispiacere, perché la risposta, nella maggior parte dei casi, è che non esistono altre proposte in grado di proseguire la serata.
Il diverso approccio tra residenti e visitatori
Nel corso dell'intervista Ottolino ha spiegato come esista una differenza evidente tra il pubblico locale e quello turistico.
Chi arriva in vacanza parte già con l'idea di divertirsi, ascoltare musica, vivere il centro cittadino e trascorrere una serata spensierata.
Il turista, osserva, è predisposto naturalmente a partecipare agli eventi, a ballare e a lasciarsi coinvolgere dall'atmosfera della città.
Anche i triestini, aggiunge, hanno voglia di uscire e divertirsi, ma il contesto nel quale si sviluppa la movida presenta ancora alcuni limiti che rendono difficile offrire una proposta continuativa durante tutta la notte.
La necessità di spazi dedicati
Secondo Ricky Ottolino il tema centrale non riguarda soltanto gli orari, ma soprattutto la disponibilità di luoghi pensati appositamente per ospitare eventi musicali.
A suo giudizio sarebbe importante poter disporre di aree controllate, organizzate e gestite dove la musica possa convivere con il rispetto delle regole e con la tutela del resto della città.
Una soluzione che permetterebbe di offrire maggiori opportunità sia ai residenti sia ai numerosi visitatori presenti durante la stagione estiva.
La sfida di chi lavora nella musica
Il racconto di Ottolino mette in evidenza anche il punto di vista di chi opera professionalmente nell'intrattenimento.
Per un dj non significa soltanto selezionare la musica, ma leggere continuamente il pubblico, comprenderne le esigenze e adattare la proposta musicale ai cambiamenti della serata.
Quando però la musica deve interrompersi proprio mentre il pubblico continua ad arrivare, diventa inevitabile provare un senso di frustrazione, soprattutto davanti ai turisti che vorrebbero continuare a vivere la città anche nelle ore successive.
Una città che attira sempre più visitatori
Nel suo intervento Ricky Ottolino riconosce come Trieste stia vivendo un momento positivo dal punto di vista turistico.
Le serate organizzate nel centro cittadino vedono una presenza crescente di persone provenienti da altre città e da altri Paesi, elemento che rappresenta una grande opportunità anche per il settore dell'intrattenimento.
Proprio per questo motivo il dj ritiene che la città possa continuare a investire su iniziative capaci di accompagnare questa crescita, offrendo esperienze sempre più complete a chi sceglie Trieste come meta delle proprie vacanze.
Musica come strumento di accoglienza
Per Ottolino la musica rappresenta uno dei linguaggi più immediati per mettere in relazione persone provenienti da culture differenti.
Ogni serata diventa un punto d'incontro tra residenti e visitatori, con il dj chiamato a costruire una selezione musicale che riesca a coinvolgere pubblici molto diversi tra loro.
È anche questa, spiega, una delle sfide più stimolanti del suo lavoro.
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