Trieste, il paradosso delle ordinanze: “Vietato tutto, ma in città nessuno controlla”

Una segnalazione dai toni critici, ironici e provocatori quella arrivata alla redazione di Trieste Cafe da parte di un residente triestino che punta il dito contro quella che definisce una crescente distanza tra le regole previste dai regolamenti comunali e la situazione che, a suo dire, sarebbe visibile quotidianamente nelle vie del centro cittadino.
Il riferimento è al vademecum diffuso dal Comune in vista della stagione estiva, con una serie di disposizioni e comportamenti vietati o regolamentati negli spazi pubblici.
Il lettore elenca una lunga serie di prescrizioni che negli ultimi anni hanno animato il dibattito cittadino: dai monopattini alle fontane, dal divieto di abbandonare mozziconi alle norme contro l'accattonaggio, passando per il divieto di dare cibo ai volatili e per le regole legate al decoro urbano.
Una lista che il cittadino osserva con sarcasmo.
«Leggo con ammirazione il vademecum del nostro fantastico Comune sulle regole per l'estate», scrive.
Poi aggiunge:
«Niente kayak box, niente mozziconi, niente bestemmie, targhe ai monopattini, nessuno a petto nudo, nessuno nelle fontane, niente accattonaggio, niente cibo ai volatili».
Da qui nasce la domanda che il residente rivolge direttamente all'amministrazione comunale.
«Chi fa queste leggi vive a Trieste o sulla Luna?».
Secondo il lettore, infatti, il vero problema non sarebbe rappresentato dalle regole in sé, quanto dalla loro effettiva applicazione sul territorio.
Nella segnalazione viene evidenziata la percezione di una scarsa presenza di controlli nelle aree più frequentate della città.
«A oggi in centro città ci sono zero controlli e zero vigili a piedi», sostiene il cittadino.
Un'affermazione che riflette una percezione personale riportata nella segnalazione e che viene accompagnata da una critica più ampia sulle condizioni del centro urbano.
Secondo il lettore, infatti, passeggiando per le vie cittadine sarebbe evidente una situazione che descrive come degrado e abbandono.
Lo sfogo si conclude con un invito all'amministrazione a passare dalle norme ai fatti.
«È facile scrivere, poi vediamo da soli la situazione in città. Povera Trieste».
Parole che si inseriscono nel dibattito, spesso acceso, sul tema del decoro urbano, della sicurezza e dei controlli nelle aree centrali del capoluogo giuliano, temi che continuano a dividere cittadini, associazioni e politica.
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