"Vergogna al Campo 13": una lettrice denuncia lo stato di degrado al cimitero di Sant'Anna

Una lettrice di Trieste ha condiviso pubblicamente la sua indignazione per le condizioni di abbandono e incuria in cui versa il Campo 13 del cimitero di Sant'Anna. Attraverso alcune foto, la cittadina ha mostrato lo stato delle tombe, descrivendolo come "vergognoso" e chiedendo un intervento immediato da parte delle autorità comunali.
Le immagini parlano chiaro: tombe in abbandono e disordine
Le foto scattate dalla lettrice mostrano un quadro desolante: fiori appassiti, lumini rotti e sparsi sul terreno, tombe coperte di erbacce e rifiuti abbandonati. La segnalazione, pubblicata nel gruppo "TE son de Trieste", ha subito attirato l’attenzione di molti cittadini, che hanno espresso il loro sdegno e la loro solidarietà verso la denuncia della lettrice. "Qui c'è la tomba di mio fratello… vergogna!" ha scritto la donna, evidenziando il dolore nel vedere i luoghi di riposo dei propri cari ridotti in queste condizioni.
Critiche al Comune per la gestione in appalto
La lettrice punta il dito contro la gestione del cimitero, lamentando come l'amministrazione comunale affidi la manutenzione a ditte esterne senza però garantire controlli adeguati. Secondo la cittadina, questa mancanza di supervisione sta causando un degrado progressivo dei campi cimiteriali, lasciando i triestini in balia dell'incuria.
La richiesta di intervento immediato
La segnalazione della lettrice è un appello disperato per una maggiore attenzione verso un luogo di rispetto e memoria. Chiede che il Comune intervenga prontamente, affidando il Campo 13 a una gestione che ne assicuri la dignità e la cura, elementi fondamentali per garantire ai cittadini il rispetto che meritano i loro cari defunti.
Un problema che riguarda tutta la comunità
L'appello della lettrice ha suscitato un ampio dibattito tra i cittadini, che condividono il desiderio di vedere il cimitero di Sant'Anna riportato a una condizione di decoro e rispetto. Il degrado al Campo 13 non è solo un problema personale, ma una questione che tocca tutta la comunità triestina, che chiede a gran voce un cambio di rotta da parte delle istituzioni.
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