Giappone impone test Covid passeggeri da Cina dopo apertura Pechino
Il primo ministro giapponese Fumio Kishida ha annunciato oggi che il Giappone richiederà dal 30 gennaio un test negativo per il Covid-19 ai passeggeri in arrivo dalla Cina, dopo che Pechino ha reso noto che porrà termine all'obbligo di quarantena per i passeggeri in arrivo nel paese a partire dall'8 gennaio. Il Giappone negli ultimi mesi ha allentato fortemente e restrizioni sui turisti. Ma la mossa annunciata oggi segnala che soltanti i visitatori in arrivo dalla Cina dovranno essere sottoposti a test all'arrivo, a parte quelli che hanno sintomi manifesti. "Mentre abbiamo notizie di un rapido aumento dei contagi in Cina, è difficile avere dettagli precisi a causa delle grandi differenze tra le informazioni che vengono dalle autorità centrali e locali e tra il governo e il settore privato", ha segnalato il capo del governo di Tokyo parlando coi giornalisti. "Questo fatto - ha continuato - crea disagio anche in Giappone e abbiamo dovuto assumere delle decisioni straordinarie". La Cina ha improvvisamente abbassato la guardia, dopo le proteste diffusesi nel paese a causa delle dure restrizioni imposte dalla politica Covid Zero voluta da Pechino. Questa è stata la probabile causa di un aumento senza precedenti dei contagi nel paese. Il provvedimento annunciato da Kishida prevede che i passeggeri che siano stati in Cina entro i sette giorni precedenti l'arrivo in Giappone siano sottoposti a tampone e coloro che si rivelino positivi al test vengano posti in quarantena presso strutture specifiche per sette giorni. Ci sarà anche un tetto massimo di voli consentiti dalla Cina continentale. (askanews anche foto) -Mos
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