Europee, il 62% degli italiani sembra già intenzionato a votare

La campagna elettorale è solo alle prime battute ma la maggioranza degli italiani sembra già intenzionata ad andare a votare per le elezioni europee del prossimo anno. Lo rileva l'ultimo sondaggio di Eurobarometro a sei mesi dal voto, registrando la disponibilità alle urne del 62% degli aventi diritto, a fronte del 38% di indecisi o astensionisti. Il trend dell'interesse è in crescita se si considera che a giugno scorso gli elettori disposti a votare erano il 58%. Se saranno confermati, i dati attuali segnerebbero un miglioramento rispetto alle Europee del 2019, quando la partecipazione si fermò al 54,5% (contro il 50,6% a livello europeo). Altro dato incoraggiante è la preparazione degli italiani sulla data del voto: il 44% sa che si voterà il 9 giugno. Solo in Belgio e Lussemburgo la percentuale è superiore (rispettivamente al 46% e 47%), mentre in tutti gli altri Paesi Ue è nettamente più alta la quota di elettori che non sa accoppiare giorno e mese, o che ignora del tutto il calendario elettorale.
Ma è comunque presto per capire quale sarà la reale entità della partecipazione. Molto dipenderà dagli sviluppi nazionali ed europei della campagna elettorale, lo strumento più incisivo per convincere gli elettori a mobilitarsi o a restare a casa. Al momento, nonostante le buone intenzioni di andare a votare, secondo il sondaggio l'interesse degli Italiani per la politica non sembra alle stelle. Il 60% ammette di parlare solo "occasionalmente" di questioni europee in famiglia o tra amici, mentre il 25% dichiara di non discuterne "mai". Lo stesso vale per la politica nazionale, su cui il 57% dei sondati ammette discorsi "occasionali" e il 17% esclude completamente il tema. Le istituzioni europee sono da mesi impegnate con raccomandazioni agli Stati membri e iniziative digitali per tentare il più ampio coinvolgimento dei cittadini in vista delle prossime elezioni. In questa chiave, tecnicamente, va letta la recete visita della presidente dell'Europarlamento, Roberta Metsola, nel Sud Italia per iniziare a "mobilitare" l'interesse sulle Europee.
La scelta del Mezzogiorno non sembra comunque casuale, visto che in quest'area nel 2019 l'affluenza era stata bassa: 40% in Sicilia, poco più in Calabria e Campania, fino al 50% della Puglia. Ma la solerzia di Metzola ha avuto certamente anche una valenza politica, per tirare acqua al mulino della destra moderata che fa capo al Ppe, proprio nei giorni in cui il leader della Lega, Matteo Salvini, riuniva a Firenze le rappresentanze della destra europea più radicale. Le schermaglie sono solo all'inizio su tutti i fronti politici, e nei prossimi mesi domineranno la scena, anche in ragione della legge elettorale proporzionale. Per i sondaggi europei sulle intenzioni di voto degli elettori bisognerà aspettare. (ITALPRESS). xf7/fsc/red
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