Conti in rosso per Foot Locker, brilla Abercrombie

Conti in rosso e sospensione del dividendo. Foot Locker archivia un secondo trimestre deludente e affonda a Wall Street, dove arriva a cedere oltre il 30% alimentando i timori già emersi con Dick's Sporting e Macy's sulla tenuta della spesa dei consumatori. In un quadro sempre più complesso, fra la corsa dell'inflazione e le difficoltà degli americani a ripagare le carte di credito, brilla invece Abercrombie & Fitch, il popolare marchio di abbigliamento per teenager che sembra aver ritrovato lo splendore del passato grazie in parte all'aumento dei prezzi che ha aiutato i conti. Abercrombie ha infatti chiuso il secondo trimestre dell'esercizio fiscale con un utile di 56,9 milioni di dollari e ricavi per 935,5 milioni, sopra le attese degli analisti. Risultati che sono il "culmine di anni di duro lavoro. Non siamo più un marchio di jeans e T-shirt, siamo certamente un brand i lifestyle", ha affermato l'amministratore delegato Fran Horowitz, prevedendo che la società continuerà ad aprire punti vendita e rafforzare il suo negozio digitale anche a fronte delle incertezze economiche. Nell'annunciare i risultati, Abercrombie ha rivisto al rialzo le stime per le vendite quest'anno, attese ora salire del 10% rispetto al +2-4% precedentemente previsto. Il successo di Abercrombie si contrappone al trimestre difficile di Foot Locker, che ha chiuso l'ultimo trimestre con perdite per 5 milioni e ricavi in calo del 9,9% a 1,86 miliardi. Flessioni che hanno spinto la società ad annunciare una sospensione del dividendo trimestrale in modo da assicurarsi di poter "finanziare gli investimenti strategici in modo appropriato", ha osservato l'amministratore delegato Mary Dillon. Per il 2023 il colosso delle scarpe e dell'abbigliamento sportivo ha rivisto al ribasso le stime sulle vendite, che dovrebbero registrare un calo fra l'8% e il 9% a fronte di una precedente contrazione prevista fra il 6,5% e l'8%. Foot Locker si va così ad aggiungere alle diverse catene retail che già hanno previsto un rallentamento delle vendite a causa dell'inflazione e della ripresa dei pagamenti dei debiti scolastici dopo la decisione della Corte Suprema. (ANSA). DRZ Foto di F. Muhammad da Pixabay
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