martedì 25 agosto 2026
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Segnalazioni

Cesare Battisti: "Inizio sciopero della fame"

Luca Marsi·
"Avendo esaurito ogni altro mezzo per far valere i miei diritti, mi trovo costretto a ricorrere allo sciopero della fame totale e al rifiuto della terapia". Lo scrive il terrorista dei Proletari armati per il comunismo, Cesare Battisti, in una lettera al suo legale, l'avvocato Davide Steccanella. Battisti da oltre un anno e mezzo è in isolamento diurno nel carcere di Oristano, una misura che secondo il suo legale "di fatto è del tutto illegittima". "La morsa del Dipartimento amministrazione penitenziaria - scrive Battisti nella lettera - messa puntigliosamente in esecuzione dalla autorità del carcere di Oristano, ha resistito provocatoriamente a tutti i miei tentativi di far ripristinare la legalità, e la dovuta concessione dei diritti previsti in legge, ma sempre ostinatamente negati. A nulla sono valse le mie rimostranze scritte o orali rivolte a questa Direzione, al magistrato di sorveglianza, all'opinione pubblica. A Cesare Battisti - continua lo stesso Battisti, condannato all'ergastolo per 4 omicidi e arrestato nel 2019 dopo 37 anni di latitanza - non è nemmeno consentito sorprendersi se nel suo caso alcune leggi sono sospese: e' quanto mi e' stato fatto capire, senza mezzi termini, da differenti autorità".   "Pretendere un trattamento uguale a quello di qualsiasi altro detenuto - si legge ancora nella missiva - è una contesa continua, estenuante e che coinvolge gli atti più ordinari del mio quotidiano: l'ora d'aria; l'isolamento forzato e ingiustificato; l'insufficiente attendimento medico; la ritensione arbitraria di testi letterari; le domandine sistematicamente ignorate; oggetti di varia utilità e strumenti di lavoro negati, anche se previsti dall'ordinamento penitenziario, ecc".  Da qui l'annuncio dello sciopero della fame e del rifiuto delle terapie per malattie di cui soffre. Il tutto, aggiunge il terrorista, "affinché sia disposto il mio trasferimento in una Casa di Reclusione dove mi siano facilitate le relazioni con i familiari e con le istanze esterne previste dall'ordinamento nonche' i rapporti professionali atti al sostentamento e al reinserimento. Chiedo - conclude - inoltre che sia rivista la mia classificazione nel regime di Alta Sicurezza per terroristi, in quanto non esistono più di fatto le condizioni di rischio che la giustificherebbero".

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