Confine, Menis-Sossi (M5S): “Finalmente Dipiazza ammette l’evidenza: i controlli al confine sono inutili”
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“Criticando i controlli ai principali valichi di Stato, finalmente anche il sindaco Dipiazza ammette ciò che il MoVimento 5 Stelle sostiene da anni: questa misura è inefficace nel contrasto all’immigrazione clandestina”. È quanto affermano Paolo Menis, Coordinatore provinciale di Trieste del MoVimento 5 Stelle, ed Enrico Sossi, Vice Rappresentante del Gruppo territoriale di Trieste del M5S, commentando le recenti dichiarazioni del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, secondo cui i controlli al confine “non servono a nulla” e sarebbe invece necessario avere “più agenti in città”. “Lo diciamo da anni – ricorda Sossi –: la ‘temporanea’ sospensione di Schengen e i conseguenti controlli presso i principali valichi di frontiera, mentre quelli minori sono raramente presidiati, si sono dimostrati pressoché inutili per contrastare l’immigrazione clandestina. Le persone continuano infatti ad attraversare il confine passando attraverso i boschi, mentre un numero significativo di operatori viene impiegato nei controlli ai valichi”.
“Nel frattempo – prosegue Sossi – il Governo Meloni e il centrodestra continuano a mantenere questa misura, nonostante la sua scarsa efficacia e le ricadute sulla vita quotidiana del territorio. Se l’obiettivo è garantire maggiore sicurezza, le risorse devono essere impiegate dove servono davvero: nel presidio delle città e delle aree maggiormente esposte”. “Non è soltanto una misura inefficace – aggiunge Menis – ma anche controproducente. I controlli rallentano quotidianamente il transito dei lavoratori transfrontalieri e, soprattutto, sottraggono personale alle attività di controllo e prevenzione sul territorio cittadino”. Menis richiama quindi il problema della carenza strutturale di organico della Polizia di Stato a Trieste.
“A Trieste – spiega – nel giro di una decina d’anni gli agenti della Polizia di Stato sono passati da circa 570 a circa 440 effettivi. Una riduzione significativa che rende evidente la necessità di rafforzare gli organici della Questura, soprattutto alla luce delle criticità legate alla sicurezza che la città si trova ad affrontare”. “Il piano di potenziamento previsto per il 2026 – prosegue Menis – contempla l’arrivo di appena cinque ispettori in Questura, mentre alla fine del 2025 sono arrivati 59 agenti destinati al controllo della frontiera tra Trieste e Slovenia. Personale che, essendo stato assegnato a quelle funzioni, non può essere semplicemente spostato a presidiare le strade della città”. “Se anche il sindaco riconosce oggi che i controlli al confine non servono a raggiungere l’obiettivo dichiarato – concludono Menis e Sossi – allora è il momento di trarne le conseguenze. Chiediamo al Governo di superare questa misura propagandistica e di destinare le risorse e il personale a un vero rafforzamento della sicurezza sul territorio, a partire dalla città di Trieste”.
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